Video Omelia – 8 marzo 2009 – Seconda domenica di Quaresima

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La trasfigurazione anticipo della Pasqua II Domenica di Quaresima L’episodio della Trasfigurazione narrato dal Vangelo di Marco si inserisce molto bene nell’itinerario di conversione proposto dalla quaresima.

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La trasfigurazione - G. BelliniIl volto trasfigurato, le vesti splendenti, la nube e la voce celeste svelano che il cammino di Gesรน verso la Croce nasconde un significato pasquale. Quest’uomo incamminato verso la Croce รจ in realtร  il Signore risorto e glorioso. L’episodio ha uno scopo ben preciso: rivelare ai discepoli disorientati il senso profondo e nascosto del cammino di Gesรน. Essi hanno giร  capito che Gesรน รจ il Messia e giร  si sono persuasi che la sua strada conduce alla Croce, ma non riescono a capire che la Croce nasconde la gloria. Per questo hanno bisogno di un’esperienza, seppure fugace e provvisoria: hanno bisogno che il velo si sollevi. Nel cammino nell’itinerario di fede dei discepoli possiamo dire che la Trasfigurazione รจ una sorta di verifica. Dio concede ai discepoli, per un istante, di contemplare la gloria del Figlio, di anticipare la Pasqua e di comprendere che la strada di Dio non รจ chiusa ma aperta. La Trasfigurazione non รจ il segno nรฉ per Gesรน nรฉ per i discepoli che la via della Croce รจ terminata. รˆ solo lo svelamento del suo significato nascosto. Nel cammino della fede non mancano momenti chiari, gioiosi, all’interno della fatica dell’esistenza cristiana. Occorre saperli scorgere e saperli leggere. Senza perรฒ dimenticare che il loro carattere รจ fugace e provvisorio. La strada continua ad essere quella della Croce. Mi si permetta di insistere. Il discepolo deve sapersi accontentare. Di queste esperienze ne devono bastare poche e brevi. Pietro desiderava eternizzare quell’improvvisa e chiara visione: ยซFacciamo tre tendeยป. รˆ un desiderio che manifesta un’incomprensione dell’avvenimento, che non รจ l’inizio del definitivo, non รจ ancora la meta, ma solo l’anticipo profetico di essa. Al discepolo viene offerta una verifica, una caparra: poi bisogna fargli credito, senza limiti. C’รจ un altro aspetto su cui riflettere: il comando ยซascoltateloยป. L’ascolto รจ ciรฒ che definisce il discepolo. La sua ambizione non รจ quella di essere originale, ma di essere servo della veritร , in posizione di ascolto. L’ascolto รจ fatto di obbedienza, conversione e speranza. Richiede non solo intelligenza per comprendere, ma coraggio per decidersi: quella che ascolti รจ infatti una parola che ti coinvolge e ti strappa a te stesso.
don Bruno Maggioni – Comunitร  cattolica italiana in Ungheria

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