Il commento al Vangelo della domenica a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista, Novara.
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LA PRESENTAZIONE
La legge di Mosรจ prescriveva che ogni primogenito maschio venisse riscattato con un sacrificio. Era il modo di ricordare lโultima delle piaghe dโEgitto, quando il Signore fece morire tutti i primogeniti del bestiame e del popolo, permettendo cosรฌ agli israeliti di partire. I genitori di Gesรน compiono questo rito andando al tempio. La vita della Santa Famiglia, che รจ cominciata con dei segni straordinari, si avvia ad essere del tutto ordinaria, anche se la presenza dello Spirito affiora negli avvenimenti quotidiani. Gerusalemme era lโunico luogo in tutto il paese dove sorgeva il tempio, perciรฒ possiamo immaginare che, insieme a Maria e Giuseppe, molte altre famiglie fossero lร quel giorno, per presentare i loro figli. Gesรน dunque era un bambino come gli altri, ma il vec- chio Simeone lo riconosce, perchรฉ era mosso dallo Spirito. La stessa cosa suc- cede alla profetessa Anna, che aveva consacrato la sua vita a Dio vivendo nel tempio e pregando incessantemente. ร proprio la preghiera che permette a questi due anziani di leggere la presenza divina negli avvenimenti quotidiani. Anche noi dobbiamo imparare a farlo, perchรฉ la Provvidenza muove tutte le vi- cende delle nostre vite. Non si sovrappone mai alla nostra libertร , ma ci offre sempre delle occasioni per riconoscere la sua presenza. La preghiera aumenta la consapevolezza. Anche oggi ci sono uomini illuminati che, come Simeone, sanno svelare alle persone il piano provvidenziale della loro vita. Un esempio tipico dei nostri tempi รจ stato quello di Padre Pio, ma puรฒ succedere che il Si- gnore si serva anche di persone comunissime per dirci la cosa giusta al mo- mento giusto. Maria e Giuseppe sono stupiti di questo intervento, ma รจ una importante conferma. I sogni e le visioni infatti sono esperienze molto sogget- tive, mentre lโincontro con una persona reale ha un valore assolutamente og- gettivo. Alla Vergine Simeone predice che la sua anima sarร trafitta da una spada, cosรฌ come la vita del bambino sarร una lama che metterร a nudo tante contraddizioni. Questo dolore non รจ una crudeltร da parte di Dio, ma indica la resistenza che il peccato e il male offrono allโintervento divino. Gli israeliti non seppero accettare il Messia e questo provocรฒ molte sofferenze, ma purtroppo anche oggi noi non siamo da meno. Gesรน rinnova continuamente il suo sacrifi- cio e continua a essere rifiutato da molti. La fatica di vivere viene spesso dalla poca fiducia nella Provvidenza, che ci fa credere che tutto dipenda da noi au- mentando enormemente le nostre preoccupazioni. Simeone ci invita a ricono- scere la presenza di Gesรน nel nostro presente e a prenderlo tra le braccia. Chiediamo al Signore questa capacitร .
Lc 2, 1-14
Dal Vangelo secondoย Luca
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinรฒ che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria cittร .
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla cittร di Nร zaret, salรฌ in Giudea alla cittร di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perchรฉ per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentรฒ a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: ยซNon temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarร di tutto il popolo: oggi, nella cittร di Davide, รจ nato per voi un Salvatore, che รจ Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoiaยป.
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
ยซGloria a Dio nel piรน alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli amaยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
