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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 27 ottobre 2026

Vangelo del giorno di Lc 13,18-21

Il granello crebbe e divenne un albero.
Dal Vangelo secondo Luca.

In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».
E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».

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Parola del Signore.

Fonte: Chiesa Cattolica

Siamo qui per annunciare il regno che abbiamo conosciuto, il regno di Dio è il regno dove Dio regna, dove l’amore è l’unica sua legge e la salvezza il fine.

Ascolta il commento

E siamo chiamati a sperimentarlo (almeno un pochino, dai) nelle nostre esperienze ecclesiali, e a renderlo presente nel mondo come se fossimo una pagina pubblicitaria, una (piccola) profezia per mostrare al mondo che è possibile vivere insieme senza scannarsi, cercando insieme la presenza di Dio.

A questo serve la Chiesa, a rendere presente il regno di Dio che, è bene ricordarlo, ha alcune caratteristiche come ci spiega bene oggi il Signore Gesù.

Anzitutto non è una cosa grande, non parte con grandi progetti, non ci si mette a tavolino per programmarlo, è come il più piccolo fra i semi, quello della senape.

Eppure, se piantato, se irrigato, se trova un buon terreno, cresce forte, come un arbusto alla cui ombra si riparano gli uccelli del cielo.

La storia ci consegna un passato glorioso, grandi opere, grandi strutture, grandi intuizioni spirituali che, oggi, non stanno più in piedi.

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Inutile rimpiangere i tempi in cui la Chiesa gestiva tutto, dalla scuola alla carità. Non servono grandi opere (qualcuno ancora le rimpiange!) ma grande amore a partire da dove viviamo, da chi siamo, da cosa vogliamo.

A volte basta una parola, un sorriso, un’ora di volontariato (non necessariamente in parrocchia) per piantare piccoli semini di regno.

A ribadire questa scelta minoritaria (che oggettivamente ci spaventa vista la nostra ossessione su numeri e risultati!) Gesù usa la parabola del lievito nella farina per ricordarci che lo scopo del regno non è sfornare pani fatti solo dal lievito!

Non solo: basta poco lievito per far lievitare la pasta ma, anche, se si esagera col lievito esce fuori un pane amaro e immangiabile.

Ecco le coordinate per la nostra pastorale, per la nostra vita spirituale, per le nostre scelte, senza scoraggiarci nel vedere le chiese vuote e le persone indifferenti ma impegnati ad essere sale per dare sapore.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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