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Carmelitani – Commento al Vangelo di domenica 18 ottobre 2026

L’immagine di Dio che Gesù presenta è ciò che viene messo in evidenza in questo brano del Vangelo di Matteo, non la sua abile risposta.

Pur conoscendo le intenzioni dei farisei e degli erodiani, Gesù non rifiuta di entrare in dialogo con loro. È la Parola di Dio sempre disposta a dialogare con gli esseri umani, anche con quelli che tramano contro di lui.

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Non rispondendo direttamente alla domanda che gli viene posta, Gesù lascia la risposta nelle mani di coloro che la pongono. Gesù non si presenta con un elenco di soluzioni pronte per ogni difficoltà umana.

Una profonda attenzione alla parola e il discernimento (il dono dello Spirito) ci aiutano a rispondere, nel solco della prassi di Gesù, quando cerchiamo di capire qual è la cosa giusta da fare.

Dio non vuole sottrarci il potere, ma metterci in grado di vivere a immagine e somiglianza di Dio.

Forse le parole di Gesù, secondo cui la moneta che porta l’immagine di Cesare appartiene a Cesare, significano anche che le cose che portano l’immagine di Dio appartengono a Dio – compresi gli esseri umani e la creazione. Forse è per questo che Gesù non si è allontanato dai suoi interlocutori. Li riconosce per quello che sono: immagine e somiglianza di Dio.

Pensando alle tre parabole che abbiamo ascoltato nelle ultime settimane, possiamo dire che l’idea di restituire a Dio ciò che gli appartiene può essere intesa come restituzione dell’amore, della generosità, della giustizia e della bontà che abbiamo ricevuto da Dio.

Proprio come Dio non ha perso nulla nel darci questi doni, noi non perdiamo nulla nel renderli reali nella nostra vita, in modo che anche gli altri possano partecipare alla vita di Dio attraverso la nostra.

Per gentile concessione dall’ordine dei Carmelitani. Scarica il PDF.