Il brano è un invito alla fedeltà e alla fiducia. Gesù sa che seguirlo non sarà sempre facile: vi saranno giudizi, incomprensioni e persino persecuzioni.
Tuttavia sottolinea che solo coloro i quali lo riconosceranno davanti agli uomini saranno a loro volta ricordati davanti agli angeli nel regno dei Cieli; chi resta fedele a Cristo nella vita può avere la certezza che Cristo gli sarà sempre fedele. È una promessa di fedeltà reciproca, e per noi significa oggi non vergognarsi del Vangelo nei contesti del nostro quotidiano (scuola, lavoro, famiglia), anche quando risulta tremendamente controcorrente e comporta isolamento e derisione.
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Non dobbiamo aver alcun timore perché, come c’insegano i martiri della Chiesa, lo Spirito Santo agisce in noi dandoci le parole giuste per testimoniare la Verità. I martiri non hanno affrontato i loro carnefici con le loro forze umane, ma con la grazia dello Spirito Santo che ha trasformato il supplizio in un momento di pace profonda e di perdono verso i loro persecutori.
Per Riflettere
Il Signore non ci chiede di essere eroi ma di rimanere aperti allo Spirito Santo. Se gli lasciamo lo spazio, sarà Lui a donarci il coraggio di testimoniare la fede, la sapienza di discernere il bene e le parole giuste quando ci sembrerà di non averne. La nostra sicurezza non nasce dalle nostre capacità, ma dalla presenza di Dio che continua ad accompagnare chi a Lui si affida.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
