Scena bucolica, quella narrata dal Vangelo di oggi.
Gesù sta parlando, la folla pende dalle sue labbra, beve dalle sue parole, si percepisce la tensione, l’ascolto intenso, l’ammirazione.
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Poi, sorpresa, mentre Gesù si ferma un istante a riflettere, una mamma mediterranea alza la voce: beata la tua mamma, quanto dev’essere orgogliosa di avere un figlio come te!
Mi immagino la scena, tutti rimangono interdetti per qualche istante, per poi scoppiano in una fragorosa risata.
E Gesù, tenero, ne approfitta per consegnarci una perla preziosa di saggezza: esiste una beatitudine maggiore dell’orgoglio materno ed è la consapevolezza di diventare famigliari di Dio perché uditori della Parola.
A volte ci dimentichiamo di questa straordinaria realtà: siamo figli di Dio, concittadini dei santi e famigliari di Dio, come scrive san Paolo.
Nella vita possiamo desiderare, giustamente, di diventare grandi imprenditori, o scienziati o stelle del cinema e della musica, ma più che diventare figli di Dio non potremo mai diventare, mai essere! E lo siamo già!
Solo che non ne viviamo le conseguenze, non ci crediamo veramente, siamo divorati da mille paure, spaventati dai nostri limiti.
Di più: nel cuore portiamo il desiderio di intessere relazioni significative, vivificanti, intense e la famiglia, in teoria, dovrebbe essere il luogo in cui viverle, in cui crescere.
Ma non sempre accade: a volte proprio nelle famiglie sperimentiamo relazioni mortificanti, tossiche, instabili che segnano la nostra vita. In negativo.
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Gesù spiazza tutti: non esalta la famiglia ma il discepolato.
Ed è vero! molti fratelli e sorelle nella fede che ho incontrato negli anni, conoscono di me molte più cose dei miei fratelli di sangue…
Se non abbiamo avuto una bella esperienza famigliare, se ci siamo ritrovati soli, se non abbiamo il coraggio di avere una relazione d’amore, non dobbiamo temere, accogliendo e vivendo la Parola siamo fratello, sorella e madre di Cristo.Siamo diventati figli, ci ha detto san Paolo, Dio ci tratta come tratta il suo figlio beneamato.
+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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