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don Manuel Belli – Commento al Vangelo del 3 ottobre 2026

Dove è la gioia vera dell’evangelizzatore?

Accogliere la Parola di Dio nel cammino quotidiano ci permette di riscoprire il senso profondo della nostra missione di credenti. Nel brano del Vangelo di Luca proposto per la liturgia di oggi, assistiamo al ritorno dei settantadue discepoli, entusiasti e pieni di gioia per i prodigi compiuti nel nome di Gesù.

Tuttavia, il Signore ci invita ad andare oltre l’entusiasmo dei primi successi materiali o personali. Attraverso questa riflessione spirituale, veniamo guidati a comprendere dove risiede la sorgente inesauribile della felicità cristiana: non nei risultati o nel consenso umano, ma nella consapevolezza di avere i nostri nomi scritti nei cieli.

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La tentazione di misurare la bontà del proprio cammino spirituale o del proprio servizio in base ai risultati visibili è un’esperienza comune a ogni credente. Nel video ascoltiamo come la gioia dell’evangelizzatore rischi di diventare fragile e altalenante se riposta unicamente negli applausi, nei successi o nell’efficacia delle proprie opere. Quando le cose vanno bene ci esaltiamo, mentre di fronte alle inevitabili fatiche o ai momenti di aridità rischiamo di crollare nella frustrazione.

Gesù reindirizza lo sguardo dei discepoli verso il Padre, mostrando che la vera pace nasce da una relazione intima e costante con Dio. L’invito di oggi è dunque quello di custodire la sorgente della nostra fede: la gioia autentica non dipende dall’andamento delle circostanze umane, ma dalla certezza di essere amati e custoditi dal Signore. Soltanto radicando il cuore in questa verità è possibile testimoniare una serenità profonda, capace di rimanere salda anche nelle prove.

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