Se cerchi la felicità qui, rimarrai deluso
Il ritorno felice dei settantadue discepoli e il richiamo di Gesù: una riflessione profonda per smettere di legare la nostra felicità a ciò che realizziamo e imparare a gioire del semplice fatto di essere amati.
In questo sabato 3 ottobre, mentre ci prepariamo a vivere la festa di San Francesco d’Assisi, Frate Alessio ci accompagna nella riflessione del brano del Vangelo di Luca di oggi che ci presenta il ritorno dei settantadue discepoli.
Essi tornano dalla missione pieni di entusiasmo per i successi ottenuti: “Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome!”. Sono felici per le loro prestazioni e per l’efficacia del loro operato. Ma Gesù, con estrema dolcezza, sposta la loro attenzione dai risultati terreni a qualcosa di molto più profondo e duraturo: “Rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli”.
Spesso anche noi cadiamo nella stessa trappola dei discepoli: misuriamo il nostro valore personale in base ai traguardi che raggiungiamo, agli applausi che riceviamo o alle aspettative che riusciamo a soddisfare, ritrovandoci poi inevitabilmente vuoti, ansiosi e insoddisfatti. Alla vigilia della solennità del Poverello d’Assisi, ci faremo guidare proprio dalle sue parole illuminanti custodite nelle Ammonizioni: «Quanto l’uomo vale davanti a Dio, tanto vale e non di più».
Questa frase importantissima ci ricorda che la nostra reale dignità non dipende dalle nostre performance umane o dal giudizio del mondo, ma dalla certezza consolante di essere da sempre conosciuti, accolti e custoditi nel cuore del Padre. Insieme a San Francesco e a Sant’Agostino, scopriremo come fare pace con i nostri limiti e ritrovare la vera serenità nell’abbraccio gratuito di Dio.
Frase del giorno: “Quanto l’uomo vale davanti a Dio, tanto vale e non di più”
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