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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 30 settembre 2026

Gesù non vuole discepoli a traino, vuole persone adulte, motivate, centrate, affascinate e innamorate della sua Parola.

Spesso siamo cristiani e credenti perché nati in Italia, perché così ci hanno educato, perché alla fine non si sta poi così male ad essere cristiani.

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Gesù non ci sta e in questa pagina sferzante ci aiuta ad alzare il livello, ad osare, ad andare oltre.

Gesù non vuole discepoli che facciano della loro fede una specie di cuccia in cui rimanere al sicuro, protetti dal mondo che non ci capisce, chiusi in una tana che li protegga.

Come quando fuggiamo il mondo per ritrovarci fra di noi, protetti dal nostro gruppo, dalla nostra comunità.

Non ha dove posare il capo, il Maestro, e ci chiede di osare, di portare la nostra fede al di fuori dei nostri circuiti.

Gesù non vuole discepoli ancorati al passato, che coltivino relazioni tossiche o mortifere, che rendano onore ai morti senza occuparsi dei vivi, che si nascondano dietro stanche abitudini senza avere il coraggio di cambiare.

Né vuole discepoli rivolti all’indietro dopo avere messo mano all’aratro.

Mi sono sempre chiesto il significato di questa immagine… Perché chi mette mano all’aratro di volge indietro?

Per vedere se procede diritto, se è coerente, se la sua vita è lineare e corretta.

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Ma le nostre vite concrete sono fatte a zig-zag, necessariamente traballanti, viviamo momenti di gioia e altri di fatica, di spaesamento, di delusione.

Gesù, insomma, non vuole discepoli finti, azzimati, perfettini, ammodo.

Ma uomini e donne autentici, che non fanno della coerenza il loro santo idolo, che accettano i propri limiti, che osano uscire, sperimentare, provare.

Spinti dall’amore per Cristo, non per l’ansia della novità, sapendo trarre dal proprio tesoro cose antiche e cose nuove.

È snervante, lo so, ci obbliga a metterci sempre in discussione.

È irritante, ovvio, perché ci richiede una continua apertura allo stupore, alla meraviglia, alla fedeltà nei confronti del Maestro.

Destabilizzante, d’accordo. Non ditelo a Gesù…

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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