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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 30 settembre 2026

Tre incontri in rapida successione, tre richieste di seguire Gesù, tre risposte da parte sua che suonano quasi come degli scoraggiamenti.
Il primo si offre spontaneamente: «Ti seguirò dovunque tu vada». Gesù non accoglie l’entusiasmo con calore, ma con realismo: «Il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». Seguirmi significa condividere la mia precarietà. Sei davvero pronto?

Al secondo Gesù dice direttamente: «Seguimi». Ma costui risponde: «Prima lascia che vada a seppellire mio padre». Una richiesta comprensibilissima. Ma Gesù risponde con una frase dura: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Non è insensibilità: è l’urgenza del Regno che non può aspettare.

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Al terzo, che vuole prima salutare i suoi, Gesù risponde con l’immagine dell’aratore: «Chi mette mano all’aratro e poi si volge indietro non è adatto per il regno di Dio». L’aratore che guarda indietro traccia un solco storto. La sequela di Cristo richiede uno sguardo che va avanti. Questa scelta esige una frattura con il passato

Questi tre incontri hanno qualcosa di universale: ci sono dentro tutte le nostre esitazioni. C’è chi è pronto in teoria ma non ha calcolato il costo. C’è chi rimanda per un motivo legittimo che però diventa un alibi. C’è chi vuole seguire, ma con una via di fuga aperta. La domanda che Gesù rivolge a loro, la rivolge anche a noi: cosa stai aspettando prima di dire sì?

Per Riflettere

Qual è il mio “prima”, quella cosa che metto sempre davanti al seguire Gesù più in profondità?

Leggi la preghiera del giorno

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi