Il vangelo di oggi ci racconta la bontà di Dio. L’unico buono come ci ricorda Gesù. Di fronte alla Sua bontà noi possiamo avere due atteggiamenti: esserne invidiosi oppure assomigliargli.
L’invidia è un sentimento negativo che affonda le sue radici nella diversità dell’altro rispetto a noi. L’altro ha di più oppure è di più. È più bello, importante, stimato, scelto, lodato, amato. … Ha più capacità, doti, intelligenza, savoir faire, soldi… C’è un “più” che ci distanza e ci dà fastidio, meglio:ci rode dentro.
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Lo stesso sentimento lo possiamo avere nei confronti di Dio. Si può invidiare Dio? Puro Spirito tanto diverso da noi? Ebbene sì. Invidiamo la sua bontà e Misericordia. La sua pazienza e benevolenza. Perché noi non l’abbiamo. E invidiando Dio non lo capiamo e non lo accettiamo. Qual è la cura per l’invidia? L’amore. Per sé stessi innanzitutto.
Amarsi significa stimarsi al di là di ciò che so fare oppure ho. Sentirsi gente di valore perché abbiamo una mente per pensare in positivo e un cuore per amare. Prendersi cura dei propri limiti e trasformarli in risorse… Accettare il proprio percorso di vita con creatività e lungimiranza. Amore per gli altri. Per ciò che sono veramente e non per il “di più”. Non vederli come concorrenti che ci rubano la scena della vita… Ma compagni di cammino da cui ricevere e a cui donare.
E infine l’amore verso Dio, il buono per eccellenza. Un amore che cerca di allargare i confini del proprio cuore e vede un Padre che ha cura di tutti i suoi figli, altrimenti non potrebbe chiamarsi padre. Amare ci sradica il virus mortale dell’invidia che sta sempre accovacciato dentro di noi…sornione e pericoloso. Amare ci rende figli del Padre buono. Buoni come Lui.
Chi sono le persone che invidio e perché? Mi sento invidiato? … Invidiare e sentirsi invidiato… Ci toglie la pace del cuore. Ci fa sempre criticare chi ha “di più” oppure è “di più”. E ci rende simili all’avversario, il Maligno, l’invidioso di Dio. Oggi la Parola ci illumini e ci apra all’amore, quello vero, quello “buono” quello che zittisce subito ogni voce invidiosa che può salire dal cuore. Quell’amore e quella bontà che non vogliono comandare Dio, dire a Lui come si deve comportare…
Le domande di Gesù ai discepoli oggi sono dirette a noi. Quanto sono invidioso di Dio e degli altri? Quanto mi mi ritengo buono? Cioè quanto assomiglio al modo di essere e di agire di Dio? Buono, non buonista.
A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade
