Se solo avessimo il coraggio di leggere i Vangeli senza pregiudizi e precomprensioni! Se solo avessimo la forza di accogliere quanto ci viene detto dalla felice penna di Luca in questa giornata!
Questi tre versetti messi lì quasi per caso, sbadatamente, e che pure terremotano la nostra narrazione. Quindi, ci dice l’evangelista, e si è informato bene, ricordiamocelo sempre, insieme al gruppo dei discepoli c’era un gruppo di donne. E questo lo sapevamo già e ci stupisce e destabilizza.
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All’epoca di Gesù la condizione della donna era totalmente soggetta al maschio di casa, del padre prima e dello sposo, poi. Non poteva uscire di casa se non accompagnata e in pubblico non poteva parlare se non interrogata, un po’ come accade oggi in certi paesi islamici.
Era impensabile che una donna seguisse il Nazareno nella sua vita nomade, semplicemente impensabile. I rabbini, d’altronde, non sentenziavano che spiegare la Scrittura a una donna era tempo perso? Invece Gesù scandalizza tutti accogliendo nel suo gruppo anche delle donne. E che donne!
Luca ci parla in particolare di tre fra esse, liberate da qualche malattia o da qualche tormento interiore: la Maddalena, Giovanna la moglie di Cuza e Susanna.
Che, visto il contesto, non sono lì per stirare le camicie agli apostoli, ma predicano e annunciano il Vangelo! Non solo: accanto ad esse ci sono numerose altre donne che sostengono la missione con i loro beni, cioè si mettono in gioco, investono i beni che possiedono per l’annuncio.
Questa è la prima comunità cristiana: un gruppo di uomini e donne che stanno con Gesù per annunciare il Vangelo e per guarire gli infermi. Talmente forte e destabilizzante questa prospettiva che supera il paradigma sessista che le successive generazioni correggeranno il tiro dimenticandosi questo dettaglio…
La proposta di Gesù supera la divisione dei sessi, i ruoli, perché tutti siamo diventati uno in Cristo, come dice san Paolo. Quindi, guardandoci in giro, dobbiamo ammettere che la prima comunità era più avanti delle nostre…Ha chiamato Gesù maestro. E Gesù, da buon maestro, forse con un pizzico di ironia, lo valuta: «Hai giudicato rettamente». Bene, bravo, sette più.
+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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