TU SEI COME IL FLAUTO CHE SUONA DA OLTRE
Luca 7,31-35
A chi posso paragonare
questa generazione?
È simile ai bambini…
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Non bambini
nell’accezione evangelica,
ma ragazzini capricciosi.
Gesù osservava la vita,
i giochi sulla piazza,
e nascevano parabole.
Quando il gioco
si rompe,
accuse e ripicche,
o scuse all’infinito,
pur di non giocare
il gioco proposto.
Come bambini dispettosi.
Questa generazione
è specializzata
nel contrastare
il disegno di Dio.
Tra le due offerte di Dio,
appositamente opposte,
Giovanni Battista l’austero
e Gesù amico della vita,
sceglie sempre l’altra,
pur di non entrare
nel gioco.
L’uomo rifiuta
il gioco di Dio,
che ha invitato
con Giovanni
alla serietà ascetica,
alla severità etica,
e che con Gesù
invita ad accogliere
una bella notizia.
C’è il male che morde
la vita del mondo
Ma c’è anche la gioia
per lo sposo
che è arrivato.
Giovanni,
giudeo di frontiera,
levita disertore,
asceta del deserto,
per non ascoltarlo
lo hanno deriso:
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fa una vita da pazzo,
ha un demonio,
digiuna e grida
nella sabbia e
fra le pietre…
In fondo, la vita
non è solo pianto
e digiuni,
c’è pure il bene
da godere.
Poi è arrivato Gesù
con la sua bella notizia
di festa e perdono
e dicono:
come si fa a mangiare,
bere, danzare
con tutti i drammi
che ci sono nel mondo?
Il mondo è
un immenso pianto.
Altro che far festa.
Chi vuol fare una cosa,
trova un modo;
chi non vuol farla,
trova una scusa.
Di un gioco Gesù
fa anche il simbolo
dell’agire di Dio:
è Colui che suona
il flauto delle nozze,
è il Dio-con-noi,
il Dio che è lo sposo.
Che ama,
dona e perdona,
imbandisce la sua mensa
e invita tutti.
Dio dai mille linguaggi
e dalla parola unica.
Il nostro fra Davide Montagna
evoca in un verso
i giochi di quella piazza,
e la voce di Gesù:
tu sei come un flauto
che suona da oltre.
Allora prendiamoci
un momento di silenzio nel cuore
per ascoltarne la bella voce.
Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.
