- Pubblicità -

Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 15 settembre 2026

Ieri abbiamo esaltato l’amore di Dio manifestato in Cristo dalla croce. Oggi facciamo memoria di come possiamo partecipare a quell’amore donato, senza misura, senza condizioni.

Celebrare la memoria della madre di Dio ai piedi della croce, l’addolorata, non significa in alcun modo esaltare l’inevitabile momento di sofferenza che tocca ogni vita, santificarlo, giustificarlo.

- Pubblicità -

Molti dei dolori che viviamo ce li siamo provocati con i nostri giri di testa, con le nostre invidie, con la nostra mancanza di speranza.

Ma ci sono delle situazioni inevitabili, delle sofferenze che siamo chiamati ad accogliere come quella: di una malattia, di un lutto, di un fallimento affettivo.

Maria, sotto la croce, davanti alla più straziante delle morti, davanti alla morte ingiusta del figlio unico, sta, scrive l’evangelista Giovanni.

Sta, irremovibile nella fede quando, invece, avrebbe tutte le ragioni di contestare quel Dio che le aveva chiesto collaborazione e alleanza, che aveva promesso la salvezza.

Ci sono dei momenti in cui il dolore ci porta a dubitare della salvezza, della fede, di tutto ciò che abbiamo vissuto e scoperto.

Momenti drammatici, stordenti, assurdi, in cui Dio sembra assente, o, peggio, totalmente diverso da come ce lo eravamo immaginato.

Forse, sul serio, Dio è un sadico, come dice Giobbe, un ingannatore, un carnefice, il sommo egoista bastante a sé stesso che si disinteressa totalmente dei suoi figli.

Davanti al corpo sfigurato e straziato del figlio che si contorce chiunque avrebbe dubitato di Dio, della sua promessa.

- Pubblicità -

Maria, invece, sta.

Giovanni non parla del vissuto della madre, non esplicita i suoi pensieri, non proferisce una parola.

Ma rimane ai piedi di quella croce, irremovibile.

Sta accanto al proprio amato figlio.

Ma sta, anche, accanto alla promessa divina in quel momento così irrealistica.

La Chiesa, oggi, con stupore e in silenzio guarda alla prima fra i discepoli, e le chiede di aiutarci a vivere come lei i momenti di fatica e di dolore.

Con fede irremovibile.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

LEGGI ALTRI COMMENTI AL VANGELO DEL GIORNO

Ascolta anche su Spotify