- Pubblicità -

Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 15 settembre 2026

L’agonia di Gesù sul Calvario è al termine. L’evangelista Giovanni, che fa della Croce il “trono glorioso” di Cristo, ci mostra come il Signore, pur stremato, resti fino all’ultimo Maestro. Anziché abbandonarsi al dolore, con il poco fiato che gli rimane, ancora compie un gesto grandioso: consegna sua madre, l’essere più prezioso sulla terra, al discepolo amato.

«Donna, ecco tuo figlio… ecco tua madre». Gesù, nell’ora suprema, non pensa a se stesso: pensa a sua madre e al suo discepolo. Crea una famiglia nuova, non di sangue ma di appartenenza al Vangelo. Il discepolo amato è ogni discepolo amato; Maria è madre di ogni discepolo.

- Pubblicità -

La Croce non è solo la fine, ma anche l’inizio. In quel momento nasce la Chiesa: non come istituzione, ma come famiglia di persone che il dolore ha unito in un modo in cui la gioia non avrebbe saputo fare. Maria e Giovanni non si erano scelti: la Croce li ha messi insieme.
Ogni comunità cristiana porta in sé questo DNA. È fatta di persone radunate dal Crocifisso che non si sarebbero necessariamente scelte per affinità, ma che si scoprono legate da qualcosa di immensamente più profondo.

Per Riflettere

«Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui!». (Mc 16, 6)

Leggi la preghiera del giorno

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi