BEATI… E GUAI! DA CHE PARTE STIAMO?
Il Vangelo di oggi è scomodo.
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Perché Gesù non fa sconti e mette davanti a noi due strade, due modi opposti di vivere: le beatitudini e i guai.
Da una parte: «Beati voi, poveri… affamati… voi che piangete… voi che sarete odiati a causa del Figlio dell’uomo».
Dall’altra: «Guai a voi, ricchi… sazi… a voi che ridete… guai quando tutti parleranno bene di voi».
Non è una condanna della ricchezza, del sorriso o del consenso degli altri. È qualcosa di molto più profondo.
È una questione di centro.
Le beatitudini appartengono a chi ha scelto di decentrarsi da sé per orientarsi verso Dio.
I “guai” riguardano invece chi ha fatto di sé stesso il proprio centro, fino a vivere decentrato da Dio.
E qui il Vangelo diventa davvero provocatorio.
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Perché il mondo ci propone una felicità completamente diversa:
avere, apparire, essere sazi, essere applauditi, non avere problemi, essere riconosciuti, piacere a tutti.
E lo sa fare così bene che la maggioranza finisce per crederci.
Ma Gesù ci avverte: quella non è la felicità del Vangelo.
È una sua deformazione.
Una felicità che riempie le mani, ma può lasciare vuoto il cuore.
Una felicità che cerca continuamente conferme fuori, perché dentro non ha più un centro.
Le beatitudini, invece, parlano di una felicità che nasce anche nel mezzo della povertà, della fame, delle lacrime, del rifiuto, perché il cuore non è più aggrappato a ciò che passa: è ancorato a Dio.
E allora quei “guai” non sono una minaccia lanciata da un Dio vendicativo.
Sono un grido di allarme.
“Guai a voi” significa: poveri voi, se avete scelto una felicità che non può durare.
Poveri voi, se avete tutto… ma avete perso Dio.
La domanda, allora, non è: “Sono ricco o povero? Sono felice o triste?”
La domanda è:
CHI È AL CENTRO DELLA MIA VITA?
Io o Dio?
Perché alla fine la vera beatitudine non consiste nell’avere una vita senza problemi.
Consiste nell’avere Dio come centro della vita.
E forse oggi Gesù ci provoca proprio così:
Da che parte sto?
Tra i “beati” o tra i “guai”?
E soprattutto: che cosa sto chiamando felicità?
A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade
