Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi che siete incompleti, che non avete tutto, che mancate di qualcosa, perché questo vostro vuoto è l’apertura verso qualcosa di più grande.
Così l’uomo da sempre sente un vuoto dentro il suo cuore, e pensa che sia un qualcosa da risolvere, un difetto di fabbrica, siamo fatti male. Non sarebbe meglio stare bene senza avere bisogno di nulla? No, la risposta è un No, secco e deciso. No, non è meglio. A volte la depressione comincia con alcuni segni come la mancanza di desiderio, la mancanza di fame, il desiderio di rimanere a letto, la non voglia di affrontare la vita.
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Davvero siamo beati se siamo poveri e affamati, se ci sentiamo bisognosi di uscire da noi stessi per cercare qualcosa in più, perché questo è il motore della vita. L’unica cosa di cui dobbiamo stare attenti, è di rispondere a questa nostra incompletezza nel modo corretto. Non rispondiamo al bisogno di amore con il cibo, cerchiamo un amore vero.
Non rispondiamo al bisogno di relazioni guardando le telenovelas, cerchiamo persone con cui dialogare. Non rispondiamo al bisogno di Dio con l’idolatria, mettendo come bene assoluto qualche bene terreno e passeggero. Insomma, benediciamo la nostra fame, ma orientiamola nel modo corretto. E se oggi sentiamo un vuoto, non cerchiamo subito di colmarlo con qualcosa di sbagliato, proviamo a chiederci, cosa mi sta segnalando? Dove mi sta chiamando veramente?
