Sequela Crucis
Letture: Is 55,1-3; Rm 8,35.37-39; Mt 14,13-21
Tutte le Letture odierne (Ger 20,7-9; Rm 12,1-2; Mt 16,21-27) ci sottolineano che la croce altro non è che il dono d’amore completo, lo svuotarsi per gli altri, sull’esempio di Gesù. Nell’Eucarestia, anche noi, trasformati in Cristo, dobbiamo diventare come lui oblazione totale di amore.
- Pubblicità -
Così papa Benedetto XVI commentava la seconda Lettura (Rm 12,1-2): “In greco culto spirituale si dice «logikè latreia», culto «logico» («ragionevole»)… Nella mistica greca… il Logos divino prega nell’uomo stesso e così assume l’uomo nella sua appartenenza a Dio… Cristo assuma noi stessi nella sua offerta, ci «renda logos»… La sua presenza ci prenda con sé, così che noi diventiamo con lui «un solo corpo e un solo spirito»… Preghiamo di divenire noi stessi Eucarestia con Cristo e così graditi a Dio… Per questo noi veniamo invitati a offrire i nostri corpi come culto secondo il Logos, cioè a essere attirati in tutta la nostra esistenza corporea nella comunione con Cristo, nella comunione d’amore con Dio.
Ciò significa la nostra «metamorfosi», la nostra trasformazione dallo schema di questo mondo, dalla condivisione di ciò che si pensa, dice e fa, all’inserimento nella volontà di Dio”. Dobbiamo cioè opporci alla logica mondana (“Non conformatevi alla mentalità di questo secolo!”: Rm 12,2), che è logica di egoismo, di sopraffazione, di potere, e vivere nella dimensione eucaristica del dono e del servizio. Nei confronti della cultura imperante occorre quindi un radicale non conformismo, bisogna essere centri di “resistenza”, tendendo solo al “tèleion” di cui parla l’apostolo (“ciò che è perfetto”: Rm 12,2), che è solo l’amore (Col 3,14).
Il Vangelo (Mt 16,21-27) ci ricorda che non esiste “sequela Christi” che non sia anche “sequela Crucis”. La croce è una chiamata per tutti: è croce accettare il tempo della malattia, dell’incomprensione, della persecuzione, della morte; è croce essere emarginati perché credenti, non fare carriera perché si rifiutano i compromessi; è croce essere derisi perché si rifiutano i rapporti prematrimoniali; è croce la rinuncia ad abortire di una ragazza-madre, accettare un figlio frutto di violenza, rifiutare per sé cure anche importanti che poterebbero nuocere al figlio in gestazione; è croce, se abbandonati, non risposarsi, restando “eunuchi per il Regno dei cieli” (Mt 19,12), o perdonare il coniuge adultero; è croce la fedeltà talora a caro prezzo dello sposato o del celibe consacrato; è croce per il divorziato risposato l’obbedienza all’astensione eucaristica; è croce per il credente omosessuale la chiamata alla castità; è croce compartecipare i propri beni con i poveri; è croce è stare in ogni caso dalla parte dei piccoli, dei sofferenti, degli oppressi…
Scriveva fratel Christian, il priore dei sette monaci uccisi qualche anno fa in Algeria: “A Cristo è stato chiesto di scegliere tra due stabilità: il trono o la croce. Cristo ha scelto la croce: ne ha fatto il suo trono, lo sgabello del suo regno. Purtroppo spesso nel corso della storia la Chiesa ha spesso preferito il trono. Soprattutto dopo l’editto di Costantino”. Proclamava monsignor Pierre Claverie, vescovo di Orano, in un’omelia una quarantina di giorni prima di venire ucciso: “Mi hanno spesso chiesto: «Che ci fate laggiù? Perché restate?».
Siamo là a causa di questo Messia crocifisso… La Chiesa inganna se stessa e il mondo quando si pone come potenza in mezzo alle altre, come un’organizzazione, seppur umanitaria, o come un movimento evangelico spettacolare. Può brillare, ma non bruciare dell’amore di Dio, «forte come la morte» (Ct 8,6). Si tratta infatti proprio di amore, innanzitutto di amore e solo di amore. Una passione di cui Gesù ci ha donato il gusto e tracciato il cammino: «Non c’è amore più grande che dare la vita per i propri amici» (Gv 15,13)”.Confessore): nutrendoci di Cristo diventiamo lui!e vuole “che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza della verità” (1 Tm 2,4).
Il commento alle letture della domenica a cura di Carlo Miglietta, biblista; il suo sito è “Buona Bibbia a tutti“.
