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Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 26 agosto 2026

Vangelo di oggi è davvero scomodo, perché Gesù non denuncia soltanto l’ipocrisia degli altri: mette davanti a ciascuno di noi uno specchio.

Il sepolcro imbiancato è un’immagine potentissima: fuori tutto può essere ordinato, bello, perfino profumato di fiori; ma dentro può esserci ancora la morte. È l’immagine di una vita che sa apparire, ma non sa trasformarsi.

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L’ipocrisia nasce quando ci preoccupiamo più di ciò che gli altri vedono di noi che di ciò che realmente siamo davanti a Dio. Possiamo costruire una bella immagine spirituale, parlare di fede, di giustizia, di amore, perfino commuoverci davanti alle tombe dei profeti… e contemporaneamente non avere il coraggio di riconoscere le nostre responsabilità.

La seconda parte del Vangelo è ancora più provocatoria. Gli scribi e i farisei dicono: «Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non avremmo fatto ciò che hanno fatto loro». È la tipica frase di chi si sente sempre innocente rispetto al proprio passato.

È facile condannare gli errori di chi ci ha preceduto. Molto più difficile è dire:

“Anch’io ho sbagliato. Anch’io ho ferito. Anch’io ho avuto le mie responsabilità. Anch’io devo chiedere perdono.”

Finché non rileggiamo con verità la nostra storia, rischiamo di vivere in una menzogna. Possiamo cambiare abito, ambiente, ruolo, linguaggio, perfino comunità… ma se non affrontiamo ciò che abbiamo dentro, la morte rimane sotto la calce.

Gesù non ci chiede di essere perfetti. Ci chiede di essere veri.

Perché la verità, anche quando fa male, è il principio della vita.

Il riconoscimento delle proprie colpe apre alla misericordia.

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La responsabilità apre alla conversione.

Il perdono libera dal passato.

La sincerità permette finalmente di respirare.

La domanda di oggi allora è terribile e liberante insieme:

  • Che cosa sto imbiancando nella mia vita?
  • Quale parte del mio passato continuo a giustificare invece di riconoscere?
  • Quale immagine di me sto difendendo davanti agli altri?
  • E cosa troverebbe Gesù se guardasse dentro il mio sepolcro?
  • Perché non è il nostro passato a renderci morti. È il rifiuto di guardarlo con verità.

E forse oggi Gesù viene proprio a togliere la calce dalle nostre tombe, non per condannarci, ma per farci finalmente tornare vivi.

A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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