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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 23 agosto 2026

La gente chi dice che sia Gesù? La risposta dipende da noi, dal nostro comportamento: essere riconosciuti come discepoli di Gesù significa offrire un modo diverso di considerare l’esistenza, il rapporto con gli altri, la nostra stessa vita. Per far capire a tutti chi è Gesù occorre prima comprenderlo profondamente: non un filosofo, non “uno dei profeti”, non una figura mitica.

Gesù è colui che ha caricato su di se il dolore del mondo, anche quello di ciò che si scioglie perché non abbiamo più la forza di tenerlo unito: il nostro rapporto con chi ci interpella ogni giorno chiedendoci indirettamente conto delle nostre ricchezze, l’aiuto a chi è in difficoltà, a chi vede solo ombre nel proprio rapporto col partner.

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Che ciò che sciogliamo in terra sia sciolto anche in cielo non è un privilegio, ma una responsabilità. La pietra su cui Cristo edifica la sua chiesa è una pietra di carne; non è un tempio, ma una persona; non è una dottrina ma un incontro; non è una promessa di potere ma di responsabilità, responsabilità per chiunque si perde o non si sente accolto quando lasciamo che le porte degli inferi prevalgano sui nostri pensieri, sui nostri giudizi, sul nostro lavoro.

Per Riflettere

Quali sono oggi le porte degli inferi che rischiano di prevalere sulla chiesa come Cristo l’ha desiderata? E noi, chi diciamo che sia Gesù?

Leggi la preghiera del giorno

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi