Gesù non ha voluto una comunità senza guida, senza ruoli, senza responsabilità. Non ha voluto una Chiesa dove ognuno fa quello che vuole, dove nessuno insegna, nessuno accompagna, nessuno si prende cura degli altri. Gesù conosce il cuore dell’uomo e sa che abbiamo bisogno di una comunità ordinata, di persone che aiutano, di Apostoli che orientano, che custodiscono il cammino.
Ma nel Vangelo Gesù ci mette in guardia da un grande pericolo: trasformare il servizio in potere, il ruolo in superiorità, l’autorità in vanità. Quando uno ha un compito nella comunità, può dimenticare che quel compito non lo rende più importante degli altri, ma lo rende più responsabile davanti a Dio. Infatti, uno può parlare di Dio, ma in realtà mettere al centro se stesso.
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Gesù invece immagina la sua Chiesa in un altro modo. Una Chiesa dove chi guida non domina, ma serve. Dove chi insegna non schiaccia, ma aiuta a camminare. Dove chi ha autorità non si mette sopra gli altri, ma si mette accanto agli altri. Dove nessuno usa Dio per sentirsi grande, perché l’unico veramente grande è il Signore.
Questo vale per tutti: per i sacerdoti, per i religiosi, per i genitori, per gli educatori, per chi ha una responsabilità in parrocchia, in famiglia, nel lavoro, nella società. Ogni autorità può diventare una benedizione se è vissuta come servizio.
Gesù non ci chiede di cancellare i ruoli, ma di purificarli. Non ci chiede di rifiutare ogni autorità, ma di viverla secondo il suo cuore. La vera grandezza non è stare più in alto, ma amare di più. Non è farsi servire, ma rendere più bella la vita degli altri.
Allora non scoraggiamoci davanti ai limiti della Chiesa e nemmeno davanti ai nostri limiti. Gesù continua a educarci. Ci chiama a costruire comunità più semplici, più fraterne, più vere. E ci ricorda che il più grande tra noi non è chi appare di più, ma chi serve con amore.Unisciti a noi per un cammino di fede e preghiera comunitario.
