Ci manca un pezzo per capire la stordente pagina di oggi.
Gesù si è ritirato con i suoi discepoli per riposarsi e lì è stato raggiunto da una folla enorme che vuole ascoltare la sua Parola, rovinandogli la vacanza.
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I discepoli, evidentemente irritati da tanta confusione, invitano il Maestro a cacciarli. Ecco: davanti alla fame della folla, fame di giustizia, di pane, di amore, spesso la nostra soluzione è: che si arrangino!
Gesù. Invece, ha compassione della folla e la sfama moltiplicando (condividendo) i pani e i pesci.
E arriviamo al Vangelo letto oggi: Gesù è visibilmente scosso dalla loro reazione, costringe i suoi a imbarcarsi e a precederlo dalla parte opposta del lago. Solo che dalla parte opposta del lago c’è la Decapoli, le città dei pagani che Roma aveva reso città/stato come spina nel fianco dei giudei.
Ciò che accade lo conosciamo: scoppia la tempesta, la barca tribola, sballotta, quasi si rovescia, panico, Gesù, dal monte, dopo parecchio tempo e parecchie miglia, decide di raggiungerli in mezzo al lago, placa la tempesta e loro approdano… da dove erano partiti.
Bel messaggio, forte, inquietante. Ci sono dei momenti in cui il Signore, per aiutarci a capire, a progredire, a crescere, ci lascia in mezzo alla tempesta e bere un po’ d’acqua e affondare.
Perché se ci ostiniamo in una direzione, anche se discepoli, anche se devoti, anche se apparentemente virtuosi il Signore, tenero, ci dice: arrangiati. Solo dopo avere visto che senza di lui non possiamo fare niente, che imbarchiamo acqua, che affoghiamo, cambiamo idea e gli chiediamo di salvarci.
A volte. Gesù si rende conto che i suoi, che da tempo vivono con lui giorno e notte, che ascoltano le sue parole, che vedono i prodigi che compie, non hanno ancora imparato l’essenziale: la misericordia e l’accoglienza.
Forse la impareranno dai pagani, confrontandosi con chi è ostile non con chi li viene a cercare! Per ora non sono capaci, nonostante il gesto eroico e un po’ sbruffone di Pietro: si ritorna indietro, c’è ancora parecchio da imparare.
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+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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