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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 30 luglio 2026

Gesù di oggi ci mette davanti a un’immagine forte: la rete che raccoglie pesci buoni e cattivi. E Gesù non banalizza la presenza del bene e del male nel mondo.

Dice chiaramente che esiste un giudizio, che il male non è indifferente, che le nostre scelte hanno un peso. Viviamo in un tempo in cui spesso si pensa che tutto sia uguale, che nulla abbia conseguenze profonde. Ma non è così. Ogni volta che scegliamo l’odio invece dell’amore, la menzogna invece della verità, l’egoismo invece del bene, qualcosa dentro di noi si spegne.

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Però attenzione: questo Vangelo non è stato dato per farci vivere nella paura, ma per svegliarci. Finché siamo vivi, la rete è ancora nel mare. Finché abbiamo respiro, possiamo cambiare direzione. Dio non gode della condanna di nessuno. Dio lotta per salvare. Ci cerca, ci richiama, ci aspetta.

E forse il punto più bello è questo: Gesù non guarda soltanto ciò che siamo stati, ma ciò che possiamo diventare. Pietro era fragile, Maddalena ferita, il buon ladrone aveva sbagliato quasi tutta la vita… eppure hanno trovato la misericordia.

Per questo non scoraggiarti se vedi peccati, limiti o stanchezze nella tua vita. Il Signore non ti sta dicendo: “Sei perduto”. Ti sta dicendo: “Non smettere di tornare a me”. Ogni piccolo passo verso il bene ha un valore immenso. Ogni confessione sincera, ogni preghiera fatta nel buio, ogni lotta interiore che affronti con sincerità, è già una porta aperta alla grazia.

La speranza cristiana non nasce dal pensare che il male non esista, ma dal sapere che la misericordia di Dio è più grande del nostro peccato, se solo abbiamo il coraggio di affidarci a lui.

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