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don Manuel Belli – Commento al Vangelo del 25 luglio 2026

Il mio calice, lo berrete

Il Vangelo della festa di San Giacomo (Matteo 20,20-28) ci pone di fronte a una scena profondamente umana: la madre dei figli di Zebedeo che chiede a Gesù un posto di potere per i propri figli.

Di fronte a una richiesta visibilmente fuori luogo e dettata dalla logica del dominio, la reazione di Gesù sorprende. Invece di allontanare i due discepoli, li accoglie con pazienza, trasformando un’ambizione errata in un’occasione di riflessione e crescita spirituale.

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In questo commento al Vangelo di oggi, si mette in luce un aspetto fondamentale della nostra vita di fede: il valore della sincerità. Il vero nemico del cammino spirituale non è sbagliare o esprimere desideri imperfetti, ma la falsità del “formalismo”, ossia il nascondersi dietro un linguaggio d’etichetta senza mai mostrare ciò che si ha davvero nel cuore.

Gesù ci invita a uscire dalle dinamiche del potere per abbracciare la via del servizio, ricordandoci che il più grande tra noi è colui che sa farsi servitore.

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