Quando la zizzania disturba il mio ego
«Il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire»: amo questo verso di Battiato e mi sembra che, oggi, proprio di questo parli il vangelo.
Noi, che siamo così bravi a separare le albe dai tramonti, la luce dalle ombre, la morte dalla vita, il grano dalla zizzania, dobbiamo imparare la difficile arte della pazienza, dell’attesa, del guardare il futuro. Imparare a restare nel momento in cui la notte sta per finire, ma il giorno ancora non è arrivato. Come sentinelle vigili e attente.
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Sì, di questa difficile arte ci parla oggi Gesù, del saper accettare che dentro la storia, e dentro ciascuna delle nostre storie, convivono luci ed ombre, bene e male, grano e zizzania e i confini tra l’uno e l’altra sono indefiniti. Scivolano l’uno nell’altro, a volte giocano tra loro e ci confondono.
Altre volte invece siamo così certi della netta separazione tra queste due parti che ci affrettiamo a erigere muri per evitare contaminazioni, a voler sradicare ed estirpare per allontanare quel che ci fa paura: l’ombra, il male, la debolezza. […] Continua a leggere su Avvenire.
