Gesù non fugge per paura. Si allontana per fedeltà alla sua missione. Non perde tempo a rispondere alle trame dei farisei, non alimenta polemiche, non cerca di dimostrare di avere ragione. Semplicemente continua a fare il bene.
Quante energie sprechiamo per difenderci da chi ci critica, ci ostacola o vorrebbe eliminarci! Gesù ci insegna un’altra strada: allontanarsi con discrezione da chi vuole farci del male non è vigliaccheria, ma sapienza evangelica. Non tutto va affrontato di petto. A volte il gesto più forte è il silenzio.
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Il Servo annunciato da Isaia non grida, non umilia, non spezza ciò che è già ferito e non spegne chi sta lottando per non perdere la speranza. Mentre i suoi nemici progettano la morte, Lui continua a guarire, a rialzare, ad amare.
Il male vorrebbe trascinarci sul suo terreno: quello dello scontro, del rancore e della vendetta. Gesù, invece, ci invita a scegliere un’altra direzione: lasciare parlare le opere più delle parole.
La domanda che ci pone il vangelo è semplice e scomoda: quando qualcuno ti ferisce, perdi tempo a combattere contro di lui o continui a costruire il Regno di Dio? Il Vangelo non ci chiede di vincere le persone, ma di rimanere fedeli alla missione che il Signore ci ha affidato.
A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade
