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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 15 luglio 2026

Nel Vangelo di oggi Gesù ringrazia il Padre, perché i segreti del Regno non si lasciano afferrare da chi si sente già sapiente e autosufficiente.

Quelli che Gesù chiama “i sapienti e i dotti” sono coloro che, per capire l’insegnamento di Gesù, fanno affidamento solo alle loro capacità e alla loro intelligenza ma hanno il cuore chiuso: presumono di conoscere, e proprio per questo rischiano di non lasciarsi più sorprendere da Dio.

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La vera sapienza, invece, non nasce solo dalle idee chiare o dai ragionamenti corretti; passa dal cuore, dalla disponibilità ad accogliere, dall’umiltà di chi sa di avere ancora bisogno. Per questo Gesù dice che i misteri del Padre sono rivelati ai «piccoli»: a coloro che si aprono con fiducia alla sua Parola, ne avvertono il bisogno e si affidano a lui con semplicità.

Poi Gesù ci rivela il legame unico che lo unisce al Padre. Quando lo chiama «Padre mio», rivela una comunione totale, fatta di conoscenza reciproca. Ma questa relazione non resta chiusa in se stessa: si apre, come un fiore che sboccia, per condividere la sua bellezza e la sua bontà. Da qui nasce l’invito che ascolteremo subito dopo: «Venite a me». Gesù desidera donarci ciò che riceve dal Padre, senza riserve e senza misura. Ci offre la verità non come un possesso da conquistare, ma come un dono da accogliere.

In questo brano riusciamo a cogliere la tenerezza del Signore, proprio nel rapporto Padre-Figlio con Gesù e lo stesso vale per noi, in quanto fratelli di Gesù. Ma se noi ci sentiamo forti, mai avremo l’esperienza della carezza del Signore, le carezze del Signore. Sono tutte parole del Signore che ci fanno capire quel misterioso amore che Lui ha per noi. E quando Gesù parla di sé stesso, dice: “Io sono mite e umile di cuore”. Anche Lui, il Figlio di Dio, si abbassa per ricevere l’amore del Padre.

Per Riflettere

Il Padre per esprimersi ha bisogno della nostra piccolezza, del nostro abbassarci. E, anche, ha bisogno del nostro stupore quando lo cerchiamo e lo troviamo lì, che ci aspetta. Riusciamo a farci piccoli abbastanza per entrare in relazione con Gesù e il Padre?

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FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi