Tra i discepoli Pietro è quello che non gira intorno alle cose: domanda, incalza, mette in parole ciò che molti pensano ma non osano dire. Le sue sono domande all’apparenza semplici, eppure profondamente umane, perché nascono dal bisogno di capire dove sta andando la vita e che senso hanno le scelte che facciamo. Per questo fa quasi sorridere immaginarlo mentre dice a Gesù: “Io ho fatto la scelta di seguirti lasciando tutto quello che avevo: ma da questa scelta cosa ce ne viene?”.
A una prima lettura potrebbe sembrare una domanda un po’ “spiccia”, quasi interessata. In realtà, dentro c’è una sete più profonda: il desiderio di non sprecare la propria esistenza, di sapere se la strada scelta conduce davvero alla pienezza. Gesù non la respinge, anzi la accoglie fino in fondo: rispondendo a Pietro, parla a ciascuno di noi. Ci assicura che la scelta libera di seguirlo porta frutto già nell’oggi, e apre a una promessa più grande: ricevere “in eredità la vita eterna”. Così la morte non è l’ultima parola, ma un passaggio, un ponte verso il Padre.
- Pubblicità -
Con questa promessa, Gesù apre davanti a noi una prospettiva nuova: vivere da persone libere, scegliendo ogni giorno di fidarci della sua Parola e di camminare verso di Lui.
Per Riflettere
Come Pietro riusciamo anche noi a porre a Gesù la stessa domanda: “Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?”. Cosa significa davvero per me lasciare tutto per essere profondamente libero e seguire Gesù?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
