PERDONARE É NEL VANGELO UN VERBO DI MOTO
Il paralitico di Cafàrnao.
Lo invidio.
Perché ha grandi amici:
forti, fantasiosi,
tenaci, creativi.
Sono il suo
magnifico ascensore,
strappano l’ammirazione
del Maestro:
- Pubblicità -
Gesù vista la loro fede…
la loro,
quella dei quattro portatori,
non del paralitico.
Gesù vede e ammira
una fede che si fa carico,
con intelligenza operosa,
del dolore
e della speranza
di un altro.
I quattro barellieri
ci insegnano
a essere come loro,
con questo peso
di umanità sul cuore
e sulle mani.
Una fede che
non prende su di sé
i problemi d’altri
non è vera fede.
Non si è cristiani
solo per se stessi;
siamo chiamati
a portare uomini
e speranze.
A credere
anche se altri
non credono,
a essere leali
anche se altri
non lo sono,
a sognare
anche per chi
non sa più farlo.
“Sei perdonato!”
Immagino la sorpresa,
forse la delusione
del paralitico.
Sente parole
che non si aspettava.
- Pubblicità -
Lui, come tutti i malati,
domanda la guarigione,
un corpo che
non lo tradisca più.
Invece:
figlio, ti sono
perdonati i peccati.
Perdonare è nel Vangelo
un verbo di moto:
si usa per la nave
che salpa,
la carovana
che si rimette in marcia,
l’uccello
che spicca il volo,
la freccia
liberata nell’aria.
Il perdono di Cristo
non è un colpo di spugna
sul passato,
è molto di più:
un colpo di remo,
un colpo di vento
nelle vele,
per il mare futuro.
É un colpo di verticalità,
se si può dire così,
per ogni uomo immobile
nella sua barella.
Il peccato invece
blocca la vita,
come per Adamo che
dopo il frutto proibito
si rintana
dietro un cespuglio,
paralizzato dalla paura.
Finita l’andatura eretta,
finiti i sentieri nel sole!
Il peccato è come
una paralisi
nelle relazioni,
una contrazione,
un irrigidimento,
una riduzione del vivere.
“Sei perdonato!”
Senza merito,
senza espiazione,
senza condizioni.
Una doppia bestemmia,
secondo i farisei.
Essi dicono:
Dio solo può perdonare.
E poi: Dio non perdona
a questo modo,
non così,
non senza condizioni,
non senza
espiare la colpa!
E Gesù interviene:
Cosa è più facile?
Dire: i tuoi peccati
ti sono perdonati, o:
alzati e cammina?
Gesù
per l’unica volta
nel Vangelo dice
apertamente
il perché
del suo miracolo:
lega insieme
perdono e guarigione,
unisce corporale
e spirituale,
mostra che
l’uomo biblico è
un’anima-corpo,
un corpo-anima,
un tutt’uno,
senza separazioni.
E rivela che
Dio salva
senza porre
condizione alcuna,
per la pura gioia
di vedere un figlio
camminare libero
nel sole, perché
la grazia è grazia e
non merito o calcolo.
Tutti si meravigliarono
e lodavano Dio.
Attingere alla meraviglia,
sapersi incantare
per questa divina
forza ascensionale
che ci risana
dal male che contrae
e inaridisce la vita,
forza che
la rende verticale
e la incammina
verso casa.
Per sentieri nel sole.
Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.
