Ci colpisce un particolare sorprendente di questo Vangelo: gli indemoniati riconoscono chi è Gesù, mentre gli abitanti della città, pur vedendo il miracolo, gli chiedono di andarsene.
Perché? Perché la verità ha un prezzo. La liberazione di quei due uomini comporta la perdita della mandria di porci, e gli interessi economici diventano più importanti della salvezza delle persone. È il dramma di ogni tempo: preferiamo conservare le nostre sicurezze piuttosto che lasciarci cambiare da Cristo.
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Le nostre convinzioni, i nostri pregiudizi, le idee che ci siamo costruiti, persino le nostre convenienze, possono diventare i nemici più pericolosi. Ci fanno credere di vedere la realtà, mentre in realtà la deformano. Quando una convinzione diventa più importante della verità, smettiamo di ascoltare Dio.
Anche noi rischiamo di dire a Gesù: “Allontanati dal mio territorio”. Quel territorio può essere il nostro orgoglio, il nostro modo di pensare, le nostre abitudini, i nostri interessi o le nostre paure. Gesù non entra con la forza: aspetta che gli apriamo la porta.
Seguire Cristo significa avere il coraggio di mettere continuamente in discussione se stessi. Non tutto ciò che pensiamo è vero, non tutto ciò che difendiamo viene da Dio. La conversione inizia proprio quando smettiamo di difendere le nostre idee a ogni costo e iniziamo a cercare, con umiltà, la verità.
La domanda di oggi è semplice e scomoda: cosa sto difendendo più di Gesù? Perché ogni volta che anteponiamo i nostri interessi, le nostre convinzioni o le nostre paure alla sua presenza, rischiamo di fare come gli abitanti di Gàdara: mandare via l’unico che può davvero renderci liberi.
A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade
