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don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 1 luglio 2026

Spesso viviamo con una specie di “rumore di fondo”, magari fatto di canzoni nelle cuffie mentre andiamo in giro, storie Instagram piene di filtri e parole vuote o piene di sfoghi velenosi… Sembra proprio quel “frastuono di canti” di cui parla il profeta Amos nella prima lettura, che Dio dice di non sopportare più se dietro non c’è una vita vera, giusta e autentica.

Diciamoci la verità: capita di sentirci bloccati, incastrati nei nostri stessi “sepolcri” mentali, isolati dagli altri come i due ragazzi indemoniati del Vangelo che bloccavano la strada a tutti. Erano furiosi perché quando sei ferito, tendi ad aggredire chiunque ti si avvicini, persino chi ti vuole bene e ti vuole salvare.

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La terra dei Gadarèni era una zona pagana e il pascolo di porci, animali considerati impuri, simboleggiava tutto ciò che sporca e consuma l’anima allontanandoti da Dio. Eppure Gesù non si gira dall’altra parte come siamo abituati a pensare, ma gli va “incontro”. Questa parola in greco evoca uno scontro quasi frontale, un impatto forte. Gesù accetta questo impatto, non ha paura del nostro disordine.

Pensa a un violino prezioso ma completamente scordato. A volte preferiamo lasciarlo impolverato nella custodia piuttosto che sentire lo sforzo delle corde che si tendono per ritrovare l’armonia. Solo un grande Maestro sa rimetterlo a posto senza spezzarlo.

Dio parte esattamente da ciò che sei, anche dalle tue macerie, per fare un capolavoro. Nelle nostre relazioni oggi è facilissimo preferire i porci alla guarigione. La gente del paese infatti scaccia Gesù perché quel miracolo ha toccato i loro interessi economici, ha sconvolto la loro comfort zone. Preferivano i loro problemi comodi a una novità liberante. E quante relazioni noi viviamo così anzichè rinascere. Preferiamo la tossicità che ci svilisce, piuttosto che una vita nuova e armoniosa, solo perché alla prima siamo ormai abituati, della seconda abbiamo paura. Ma Dio ci invita a non aver paura del cambiamento, perché Lui ci accompagna. Lui è vita!

Ricorda: c’è una via d’uscita dal tuo isolamento, e oggi quella strada si riapre: vuoi lasciarti liberare e ricominciare a vivere sul serio? Oppure preferisci vivere incastrato?

don Domenico Bruno

Fonte: il blog di don Domenico | Unisciti al suo canale Telegram @annunciatedaitetti oppure clicca QUI |Visita anche il suo canale YOUTUBE