Il risveglio della fede nella tempesta
Nel commento al Vangelo di questo martedì, Giorgio analizza il legame spirituale tra le antiche profezie di Amos e il racconto evangelico della tempesta sedata da Gesù. Nel video sottolinea come Dio sia presente in ogni evento umano, denunciando le ingiustizie sociali del passato che risultano tristemente attuali ancora oggi.
Attraverso l’episodio della barca, l’autore evidenzia la tendenza umana ad avere poca fede nei momenti di crisi, lasciandosi sopraffare dalla paura nonostante la vicinanza divina. Viene spiegato che, sebbene i piani di Dio siano spesso imperscrutabili per la mente umana, Egli non abbandona mai le Sue creature. In conclusione, il messaggio invita i credenti a coltivare una fiducia profonda, ricordando che il Signore resta nel cuore di ognuno in attesa di essere invocato con sincerità.
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Trascrizione del video.
Non si muove foglia che Dio non voglia. Pace e bene. Questo è un detto popolare che definisce bene il significato del Vangelo di oggi, ma riguarda anche ciò che dice il profeta Amos nella prima lettura. Il periodo storico in cui il profeta Amos è stato chiamato a profetare è il momento nel quale il regno del nord, Israele, e il regno del sud, Giuda, erano divisi. Nella seconda metà dell’oracolo egli dice: «Avviene forse nella città una sventura che non sia causata dal Signore?». Amos doveva annunciare la fine del regno del nord e denunciare le discriminazioni sociali dei ricchi verso i poveri: un tema che, seppure abbia più di 2000 anni, continua ad essere attuale.
Ma ora cerchiamo di capire cosa vuole dirci il Vangelo di oggi. Gesù è sulla barca insieme ai suoi discepoli e, mentre essi si allarmano per il mare agitato, egli dorme e interviene placando le acque soltanto dopo che i discepoli gli chiedono aiuto. Ma perché allora il Signore non agisce subito davanti alle difficoltà del suo popolo? Dare una risposta che sia valida per tutti è quasi impossibile. I piani di Dio sono talmente grandi che l’essere umano non riuscirà mai a capirli completamente. Di certo il Signore desidera che ci fidiamo di lui perché egli è presente in ogni nostra difficoltà.
I discepoli gridano aiuto pur sapendo che il maestro era lì con loro. Essi sono stati uomini di poca fede, proprio come tanti di noi che, pur avendo ricevuto dal maestro, continuano a lamentarsi delle cose che non funzionano. Se solo ci calassimo in quell’amore, in quella viva, non ci sarebbe più spazio per la paura, il lamento, il dolore. La cosa bella è che il Signore non ci abbandona neppure quando lo tradiamo. È lì che riposa nel nostro cuore, in attesa che invochiamo il suo nome con fede.
Oceano fa parte dell’associazione “I Tre Arcangeli” nella provincia di Verona. Un gruppo di laici, nato inizialmente come cenacolo di preghiera, opera al servizio del prossimo, guidato dal principio che “dove c’è carità e Amore, lì c’è Dio”. La loro missione è quella di accogliere, ascoltare e sostenere chiunque viva momenti di difficoltà e sofferenza, senza chiudere gli occhi davanti al bisogno altrui.
Missione e valori
Il Cenacolo si impegna a vivere la carità, offrendo aiuto concreto e vicinanza spirituale a chi cerca conforto e speranza. L’obiettivo è dare testimonianza di fede attraverso l’amore verso il prossimo, rendendo la comunità un luogo di condivisione e solidarietà.
Invito alla partecipazione
Chiunque desideri partecipare oppure sostenere le attività dell’associazione, sarà accolto con fraternità, per continuare insieme il cammino nella luce del Vangelo e della carità.
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Causale: Erogazione liberale
