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Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 29 giugno 2026

La festa liturgica dei santi Pietro e Paolo ci propone il vangelo della confessione di fede di Pietro. Poco dopo sarà Gesù che chiamerà Pietro Satana, perché non pensa secondo Dio, non comprende che il Figlio del Dio vivente, deve soffrire e morire per riscattare Israele.

 Intanto oggi ci fermiamo sulla fede di Pietro illuminata dallo Spirito. Quando riconosciamo veramente chi è Gesù per noi allora anche Gesù ci rivelerà chi siamo e qual è la nostra missione. Chi incontra il Figlio del Dio vivente nella propria vita, diventa anche pastore degli altri, cioè Gesù glieli affida per portarli a Lui. E in più viene assicurata la custodia dal maligno.

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La festa dei due grandi apostoli ci insegna a fidarci di Dio, del suo Figlio il Vivente e di credere nella sua potenza, ad andare in fondo nella fede sino ad accogliere nella pace le persecuzioni… Sino ad amare i nemici.

È stata la vita di Pietro il pescatore e Paolo il fariseo dopo l’incontro con Gesù risorto che li ha trasformati in fari che illuminano e orientano ancora oggi molti naviganti nel mare oscuro della vita.  Due uomini con difetti, limiti, peccati…che sono stati trasfigurati dal loro rapporto intimo con Gesù. Pietro, pur avendo vissuto con Lui tre anni, dopo la resurrezione del Maestro e Paolo, pur non avendolo conosciuto in carne ed ossa, ne viene folgorato dal suo amore mentre lo perseguitava da Risorto.

Cosa prendere da questi due uomini? La loro fede sofferta e coraggiosa. Imitandone la fede, saremo come loro testimoni credibili, e Gesù ci affiderà i suoi figli smarriti. É un onore altissimo.

A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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