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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 15 giugno 2026

Vangelo del giorno di Mt 5,38-42

Io vi dico di non opporvi al malvagio.
Dal Vangelo secondo Matteo.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.
E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.
Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».

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Parola del Signore.

Diversamente da come appare, la cosiddetta legge del taglione era una forma di giustizia primitiva ma efficace. Contenuta anche nel Codice di Hammurabi, è una limite alla barbarie, alla vendetta privata.

La troviamo nella Torà (Es 21): Ma se segue una disgrazia, allora pagherai vita per vita: occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, bruciatura per bruciatura, ferita per ferita, livido per livido. L’idea era quella della proporzione e al tempo di Gesù era previsto un risarcimento.

Alla vecchia legge del taglione Gesù ne contrappone una inversa: invece della vendetta suggerisce di accettare un altro torto maggiore di quello ricevuto. Di porre la guancia destra, quindi ad un manrovescio, più brutale del solo schiaffo, a chi ti schiaffeggia. Alla Torà (Es 22,25-26) che afferma che alla sera occorre restituire il mantello, la sopravveste, Gesù dice di lasciargli anche quello, restando in mutande. Di ascoltare gli angari, da cui viene angheria, i corrieri del re che avevano il potere di costringere chiunque a mettersi a loro servizio, percorrendo più strada di quanta richiesta. Di concedere prestiti a vuoto. Sul serio?

In questo brano Gesù raggiunge certamente il vertice del linguaggio paradossale. Ma, come fanno notare gli esegeti, non dobbiamo prendere alla lettera le parole del Signore, quanto capirne l’intenzione profonda, non occorre presentare materialmente l’altra guancia ai persecutori ma dare possibilità al malvagio di riflettere sui suoi errori. Non si tratta di subire passivamente i soprusi, di rimanere inerti davanti alle ingiustizie ma di rinunciare ad ogni rivincita, anche a qualche diritto pur di cercare di salvare chi ci perseguita.

Gesù propone un’ascesi paradossale, che disarma l’avversario. La logica del paradosso è sempre presente nell’annuncio evangelico, e ha caratterizzato la storia della Chiesa anche se, a dire il vero, a volte la Chiesa si è piegata alla logica comune, tradendo il Vangelo. A noi, oggi, di vivere il paradosso.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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