C’è un dettaglio del Vangelo che inquieta: Maria e Giuseppe perdono Gesù. Non per un’ora. Non per pochi minuti. Per un’intera giornata si accorgono della sua assenza e poi impiegano altri tre giorni per ritrovarlo.
Eppure erano i suoi genitori. I più santi. I più vicini a Lui.
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Questo dovrebbe far riflettere tutti noi. Se persino Maria e Giuseppe hanno sperimentato il dolore di non vedere Gesù, come possiamo stupirci quando nella nostra vita attraversiamo momenti di buio, di silenzio, di lontananza spirituale?
Forse il problema non è che abbiamo perso Gesù. Il problema è che a volte continuiamo il viaggio senza accorgerci che non è più con noi.
Si può andare avanti per inerzia, fare le proprie cose, persino partecipare alle attività religiose, e non accorgersi che il cuore si è allontanato. Maria e Giuseppe pensavano che Gesù fosse nella carovana. Quanti cristiani pensano che Gesù sia ancora nella loro vita semplicemente perché conservano alcune abitudini religiose?
Ma quando si accorgono della sua assenza, Maria e Giuseppe fanno una scelta decisiva: tornano indietro. Non cercano scorciatoie. Non danno la colpa agli altri. Ritornano a Gerusalemme.
È la strada di ogni conversione: tornare al luogo dove abbiamo smarrito il Signore.
Nella memoria del Cuore Immacolato di Maria, il Vangelo ci mostra proprio questo: un cuore che non capisce tutto, ma che non smette di cercare. Un cuore ferito dall’angoscia, ma fedele. Un cuore che custodisce anche ciò che non comprende.
Oggi viviamo in una cultura che pretende risposte immediate. Maria ci insegna invece che la fede autentica sa convivere con il mistero. Non tutto va capito subito. Alcune parole di Dio devono maturare nel silenzio del cuore.
E oggi ricordiamo anche Sant’Antonio di Padova. Tutti lo invocano per ritrovare gli oggetti smarriti. Ma il più grande smarrimento non sono le chiavi, il portafoglio o il telefono. È perdere il senso della vita. È perdere Dio. È perdere la pace dell’anima.
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Forse la preghiera più vera di oggi potrebbe essere questa:
“Sant’Antonio, aiutami a ritrovare ciò che conta davvero. E tu, Maria, insegnami a custodire Gesù nel cuore, perché non accada mai di continuare il cammino pensando di essere con Lui, mentre Lui è rimasto ad aspettarmi altrove.”
A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade
