Viviamo in un tempo in cui tutti cercano pace, ma pochi cercano la sorgente della pace. Cerchiamo riposo nelle vacanze, nei successi, nelle distrazioni, nelle sicurezze economiche, nelle relazioni umane. Eppure continuiamo a sentirci stanchi.
Gesù oggi non dice: “Venite a una dottrina”, “Venite a una regola”, “Venite a una religione”. Dice: “Venite a me”.
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La Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù ci ricorda una verità spesso dimenticata: il cuore umano è stato creato per l’amore e si ammala quando vive senza amore. Non è il lavoro che ci opprime di più, non sono le responsabilità, non sono neppure le sofferenze. Ciò che pesa davvero è vivere senza sentirsi amati e senza amare.
Per questo Gesù ci invita ad entrare nel suo Cuore. Lì scopriamo che Dio non è un giudice che controlla, ma un Padre che ama. Non è un padrone che pretende, ma un Amore che si dona senza misura.
È provocatorio dirlo, ma molte delle nostre inquietudini spirituali nascono dal fatto che conosciamo le verità su Dio senza conoscere il suo Cuore. Possiamo sapere molte cose di Lui e non aver mai fatto esperienza del suo amore.
I sapienti e i dotti di cui parla il Vangelo rischiano proprio questo: conoscere Dio con la mente e perderlo con il cuore. I piccoli, invece, si lasciano amare.
Solo chi entra nel Cuore di Cristo impara ad amare come Lui. E quando si ama con il suo amore, accade qualcosa di straordinario: il peso della vita non scompare, ma non schiaccia più. Le ferite non spariscono, ma non avvelenano più il cuore. Le difficoltà rimangono, ma non rubano la pace.
Perché chi attinge a quel Cuore ama da Dio, perdona da Dio, serve da Dio, guarda gli altri da Dio.
E allora comprendiamo il segreto del Vangelo di oggi: il ristoro che Gesù promette non è l’assenza della croce, ma la presenza dell’amore. Perché solo l’amore dà senso alla fatica, solo l’amore guarisce le ferite e solo l’amore crea una pace che il mondo non può dare né togliere.
Il Cuore di Gesù continua a battere per ogni uomo e ogni donna. Chi entra in quel Cuore non trova una fuga dalla vita, ma la forza per viverla. E scopre che il vero riposo non è smettere di amare, ma imparare ad amare come Dio ama.
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A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade
