- Pubblicità -

Angelo Sabatino – Commento al Vangelo del 11 giugno 2026

Il Vangelo di Matteo di oggi si colloca all’inizio del discorso missionario. Gesù invia i Dodici e consegna loro non soltanto un compito, ma uno stile di vita. Prima ancora di indicare cosa devono fare, insegna loro come devono essere. La missione nasce da una relazione con Lui e diventa testimonianza concreta della presenza di Dio nel mondo.

«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino». Nel Vangelo di Matteo il Regno non è soltanto una realtà futura, ma la presenza operante di Dio che entra nella storia e trasforma la vita delle persone. I segni che accompagnano l’annuncio – guarire gli infermi, purificare i lebbrosi, liberare dal male – mostrano che il Regno non consiste in parole astratte. Dove Dio regna, l’uomo ritrova dignità, libertà e comunione.

- Pubblicità -

Gesù aggiunge subito: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». È una delle espressioni più luminose di tutto il Vangelo. I discepoli devono ricordare che prima di essere inviati hanno ricevuto tutto come dono. Non si sono scelti da soli, non si sono costruiti da soli la loro vocazione, non hanno meritato l’amore di Dio. Tutto è grazia. Per questo anche il loro servizio dovrà essere gratuito.

Questa parola ha una grande forza per la crescita personale. Molte fatiche interiori nascono dal bisogno di dimostrare il proprio valore, di essere riconosciuti, apprezzati o confermati dagli altri. Gesù invita invece a partire dalla gratitudine. Chi sa di aver ricevuto gratuitamente vive con maggiore serenità e libertà. Non deve continuamente conquistare ciò che gli è già stato donato. La consapevolezza del dono ricevuto genera umiltà, fiducia e pace interiore.

L’invito a non procurarsi oro, argento o bagagli richiama poi uno stile di essenzialità. Certamente aveva un significato pratico per i missionari del tempo, ma contiene anche un insegnamento spirituale sempre attuale. Spesso portiamo con noi pesi inutili: paure, risentimenti, desiderio di controllo, pretese sugli altri, preoccupazioni eccessive. Tutto questo rende più difficile il cammino. Gesù educa i suoi alla fiducia e alla leggerezza. Crescere come persone significa anche imparare a lasciare andare ciò che non aiuta a vivere e ad amare.

I segni del Regno sono tutti orientati alla guarigione e alla liberazione. Non si parla di conquistare, dominare o prevalere. Il discepolo è chiamato a curare le ferite e a restituire speranza. Anche oggi una persona spiritualmente matura si riconosce dalla capacità di generare vita attorno a sé. Una parola che incoraggia, un ascolto sincero, un gesto di perdono, una presenza discreta accanto a chi soffre diventano modi concreti di rendere vicino il Regno di Dio.

Particolarmente significativo è il riferimento alla pace: «Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa». Nella Bibbia la pace non indica semplicemente l’assenza di conflitti. Lo shalom è la pienezza della vita, l’armonia con Dio, con gli altri e con sé stessi. Il discepolo non entra nelle case portando giudizi o pretese, ma una benedizione.

Questo messaggio è prezioso per la vita comunitaria. Spesso si pensa che la pace dipenda dagli altri o dalle circostanze. Gesù invece chiede ai suoi di portarla. La domanda allora diventa: quale clima creo quando entro in una riunione, in un gruppo, in una comunità? Porto serenità o tensione? Favorisco l’incontro o alimento le divisioni? La pace evangelica nasce da cuori riconciliati e si diffonde attraverso atteggiamenti concreti di benevolenza, ascolto e rispetto.

Anche la gratuità diventa fondamentale per la comunione fraterna. Molte tensioni nascono quando il servizio è accompagnato da aspettative nascoste di riconoscimento o gratitudine. Quando invece si serve per amore, senza fare calcoli, le relazioni diventano più libere e autentiche. La gratuità non elimina le difficoltà, ma impedisce che si trasformino in amarezza e risentimento.

I discepoli entrano nelle case come ospiti e non come padroni. Anche questo è un insegnamento importante per ogni comunità. Si può accompagnare una persona senza possederla, aiutarla senza controllarla, sostenerla senza sostituirsi a lei. La vera fraternità cresce dove ciascuno si sente accolto nella propria unicità e rispettato nel proprio cammino.

- Pubblicità -

Questo Vangelo ci ricorda che il primo annuncio non è una teoria, ma una presenza. Il discepolo autentico è una persona che vive della gratuità ricevuta, cammina con fiducia, si prende cura delle ferite degli altri e porta pace ovunque vada. Quando una comunità vive questo stile diventa segno credibile del Regno vicino: non una comunità perfetta, ma una comunità in cui si cerca ogni giorno di guarire anziché ferire, di donare anziché trattenere, di costruire comunione anziché alimentare divisioni. In un mondo spesso segnato da conflitti e chiusure, il cristiano continua a essere chiamato soprattutto a questo: essere portatore della pace che nasce dal cuore di Dio.

CHI E’ ANGELO SABATINO

Docente di religione
Educatore professionale socio-pedagogico.
Counselor e Coach 
Accompagnamento umano e spirituale
Membro dell’Associazione Laicale di promozione umana e cristiana “Seguimi” – Roma.

Sito: https://angelosab82.wixsite.com/website
Sito associazione: www.grupposeguimi.org