don Vincenzo Leonardo Manuli – Commento al Vangelo del 7 giugno 2026

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Quando penso all’Eucaristia che celebro quotidianamente, penso al primo giorno che ho incontrato il Signore, la mia prima Comunione, e poi, penso all’immagine, forse la più significativa dei vangeli, la scena del cenacolo, nel contesto dell’Ultima Cena: il capo dell’apostolo Giovanni che si china sul petto del Signore, e sente i battiti, il pulsare dell’amore, il mistero divino.

Possiamo spiegare teologicamente l’Eucaristia, ma rimane sempre un mistero da adorare; possiamo partecipare al rito, ma è sempre un dono da contemplare; possiamo fare ogni giorno al Comunione, ma dobbiamo chiederci: viviamo la Comunione con il Signore e con tutti i fratelli e sorelle alla stessa mensa? Che rapporto abbiamo con i poveri? Soprattutto, cosa abbiamo fatto delle nostre celebrazioni eucaristiche?

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Il segno più grande

Oggi è la festa del Corpus Domini, un clima pasquale, si adora la presenza reale di Gesù nelle specie del pane e del vino consacrati e si celebra il trionfo che ha vinto il peccato e la morte. Il Vangelo ci racconta che dopo il miracolo della condivisione dei pani, la folla non ha compreso il gesto di Gesù. Quel pane condiviso con la folla, è il pane dei padri che hanno mangiato lungo il cammino del deserto, che sazia la fame umana e poi ritorna. Ma l’uomo è chiamato a qualcosa di più grande! Diceva J. Maritain: “l’uomo è chiamato a qualcosa di più grande che è la vita umana”. Cosa c’è di meglio che vivere? Accontentarsi? Sopravvivere? Siamo chiamati a qualcosa di più: Dio vuole donarci un pane, masticato, che ci sfamerà per sempre, è una vita nuova senza limiti, anche il limite della morte. Il vangelo è innestato rievocando la prima lettura tratta dal libro dell’Esodo, il cammino del popolo nel deserto, nutrito di “manna”, un prodotto della natura, un intervento provvidenziale di Dio, segno con cui nutre il suo popolo. “L’uomo non vive solo di pane”, non ci si ferma al prodigio del bisogno immediato, occorre cercare di scoprire la fame più profonda che vi abita: “fame di giustizia, di amore, di verità, di una vita che va oltre la morte”. 

Farmaco

Gesù parla del “segno del pane”, ma presi dai bisogni immediati ci si dimentica di “un altro pane”, la Parola: il Pane e Parola stanno strettamente insieme. Noi siamo fatti a misura dell’infinito e solo nel suo cuore possiamo trovare riposo, un pane che dobbiamo mangiare per avere la vita piena, la vita eterna: “la carne e sangue del Signore”. Gesù dona la sua vita, per noi qualcosa di incomprensibile: “quando mi mangiate, accogliete nella vostra vita qualcosa che potete assimilare dentro di voi”, diventiamo una cosa sola una vita che sazia la nostra fame di felicità. L’Eucaristia è il cibo che facendoci accogliere Gesù nella nostra vita, nell’intimità, è il farmaco che ci cura dall’amnesia della memoria dell’amore di Dio che si fa memoriale.

Sequela

“La memoria che l’Eucaristia rinnova è il memoriale di un amore che ci precede e ci accompagna sempre, sul quale possiamo continuamente fondare e rifondare la nostra vita e le nostre relazioni umane perché siano sempre più segnate dalla grazia di un amore che si dà senza misura” (EB) e la processione del Corpus Domini è una sequela, che ritma e nutre il cammino della Chiesa. Non dobbiamo fare un trattato eucaristico, ma occorre sottolineare la Comunione con il Signore, il cuore del discorso eucaristico al cap. 6 di Giovanni: la vita di Gesù tutta, incarnazione, passione, morte. risurrezione, è racchiusa nell’Eucaristia.

Signore Gesù, nascosto nel Pane e nel Vino consacrati, nascosto nell’umiltà della carne dei poveri, ti fai cibo e bevanda per noi peccatori, curaci e guarisci le nostre ferite, innalzaci al Padre e sostienici nel nostro cammino, perché possiamo seguirti ed entrare nella vita eterna, in comunione con te e con tutti gli angeli e i santi. Amen

Per gentile concessione di don Vincenzo Leonardo Manuli
Link all’articolo del suo blog

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Don Vincenzo è nato il 7 giugno 1973 a Taurianova. Dopo la laurea in Economia Bancaria Finanziaria ed Assicurativa nell’Università Statale di Messina conseguita nel 1999, ha frequentato il Collegio Capranica a Roma dal 2001 al 2006. Ha studiato filosofia e teologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma dal 2001 al 2006 retta dai padri gesuiti della Compagnia di Gesù. []