I farisei e gli erodiani non cercano la verità. Cercano un errore. Vogliono intrappolare Gesù in una questione politica: è giusto pagare le tasse all’occupante romano oppure no?
Ma Gesù non cade nella trappola. Prende una moneta e pone una domanda semplice: “Di chi è questa immagine?”
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“Di Cesare.”
E allora risponde: “Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.”
Ma la domanda del Vangelo oggi non riguarda le tasse.
Riguarda noi.
Se la moneta porta impressa l’immagine di Cesare, l’uomo porta impressa l’immagine di Dio.
La vera domanda è: a chi appartiene il tuo cuore?
Molti cristiani cercano di tenere un piede nel Vangelo e uno nelle logiche del mondo. Vogliono seguire Cristo senza rinunciare al bisogno di apparire, di dominare, di accumulare, di essere approvati da tutti.
Ma il Vangelo è scomodo perché ci ricorda che non possiamo appartenere contemporaneamente a due padroni.
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Le logiche del mondo dicono: “Prendi, trattieni, difenditi, pensa a te stesso.”
Le logiche di Dio dicono: “Dona, fidati, servi, ama.”
Le logiche del mondo cercano il potere. Quelle di Dio cercano la verità.
Le logiche del mondo chiedono: “Cosa ci guadagno?”
Quelle di Dio chiedono: “Quanto amore posso mettere?”
Per questo il Vangelo oggi è una provocazione.
Non basta chiedersi se andiamo in chiesa, se preghiamo o se facciamo opere buone.
La domanda è un’altra:
Chi porta impressa la sua immagine nelle tue scelte quotidiane? Cesare o Dio? Il mondo o il Vangelo?
Perché alla fine ciascuno restituisce la propria vita a colui al quale ha deciso di appartenere.
A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade
