Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 26 maggio 2026

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Pietro, come spesso accade, dà voce ai nostri pensieri e sembra dire: “Signore, guarda a tutti i sacrifici che facciamo e che abbiamo fatto per te”. Quasi come a dire: “Guarda quanta fatica, ce la riconosci? Ci puoi dire che siamo stati bravi?”.

E Gesù sembra rispondere come rispose ai farisei: “Se aveste compreso che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrifici” (Mt 12, 7). Perché l’unico che davvero si fa sacro, che si sacrifica per noi è proprio Gesù. È Lui che dona a noi la sua vita. Lui non vuole i nostri sacrifici, non ne ha bisogno. Gesù desidera soltanto che lo seguiamo, con tutto il cuore (cfr. Sal 50, 18–19).

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E per far sì che Dio abbia il primo posto nel nostro cuore, siamo invitati a lasciare tutto il resto; non per perderlo, anzi, per riaverlo come dono! E come cambia la vita quando si smette di vedere tutto come una pretesa: tutto diventa un regalo e sembra davvero di ricevere cento volte tanto. Certo, metterlo sempre al centro del nostro cuore a volte può richiedere sacrificio, a volte persecuzione, perché c’è sempre una scelta più o meno faticosa da compiere, ma ricordiamoci che Dio è fedele alle sue promesse: se toglie lo fa sempre per darci di più. Egli ci dona la vita eterna, ci vuole tutti in Paradiso, come ci insegna anche San Filippo Neri.

Per Riflettere

Che cos’ha il primo posto nel mio cuore oggi? Quale pensiero non riesco a togliermi dalla testa e mi distrae? Lo affido a Dio con fiducia, perché possa provvedere.

Leggi la preghiera del giorno

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi