mons. Giuseppe Mani – Commento al Vangelo di domenica 24 maggio 2026

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Pentecoste

Con la Pasqua siamo arrivati alla rivelazione piena del mistero della nostra Redenzione, quel mistero nascosto da secoli in Dio, creatore di ogni cosa. Gesù è stato l’attore principale, il Padre il suo riferimento continuo, lo Spirito Santo la Persona divina apparsa di meno in quest’azione di salvezza.

È apparso su Gesù il giorno del suo Battesimo al Giordano e ha detto che qualunque cosa avremmo chiesto avrebbe dato lo Spirito Santo, apparendo così la sintesi di tutti i doni. Anche nella chiesa non doveva far parte degli argomenti più annunciati se i Galati, essendo già stati evangelizzati, non avevano mai sentito parlare di Lui.

Lo Spirito Santo più di tutte le tre Persone divine sembra il “Dio nascosto”. Gesù però ne ha parlato a lungo nel suo ultimo discorso. Potremmo dire che è stato il migliore catechista dello Spirito Santo ed è tutto dire.

Chi è lo Spirito Santo? Certamente una “brava persona” mi disse la Settima che aveva ricevuto la grazia da Lui senza finirne neppure la novena. Rischiando una immagine penso il creato come opera del Padre, Gesù, il Figlio, come l’immagine che aveva davanti quando ha creato e lo Spirito Santo la vita che gli ha donato. Come nell’uomo, la vita è tutto, ma non si vede se non nei suoi effetti. Lo Spirito Santo è la vita dell’universo. Lo ripetiamo ogni giorno nella Messa: “Nella potenza dello Spirito Santo fai vivere e santifichi l’universo”. Altra immagine: potremmo immaginarlo come le onde sonore che pervadono tutto l’universo. È straordinario che ci sia tutta la più bella musica eseguita che aspetta soltanto di essere rapita dai nostri strumenti per essere ascoltata.

Il Dio nascosto, chiamiamolo così, si è rivelato con potenza il giorno di Pentecoste per far nascere la Chiesa che fino a quel momento, dice Sant’Agostino, era come quel pupazzetto di creta che Dio aveva impastato con le sue mani e su cui insufflò il suo Spirito e prese vita, divenne una Persona mistica: la Chiesa di Gesù, che non sarebbe mai morta perché la sua anima che Dio gli aveva donato e non l’avrebbe mai abbandonata. Pentecoste è il compleanno della Chiesa dove lo Spirito cominciò a manifestarsi con potenza.

Lo Spirito è nella Chiesa, ma la Chiesa non è padrona dello Spirito perché “Lo Spirito Santo riempie l’universo” e nessuno sa “Da dove viene e dove va”. È chiaro che tutto quello che c’è di bene e di vero nel mondo è opera Sua, è quindi estremamente pericoloso considerarsi proprietari del bene e della verità. Anche la Chiesa quando si rivolge a Lui lo fa soltanto invocandone la Sua Presenza. Sinceramente lo amministra, ne dirige gli orientamenti nei sacramenti, ma se i sacramenti sono sette non sono gli unici canali attraverso cui ci raggiunge perché non è canalizzabile. Scende sul mondo come uno tsunami, travolge tutto, disordina tutto quello che non è Suo e si rivela nei luoghi e nelle persone più impensate. Dio è Dio e non può diventare proprietà di nessuno.

Continuando l’immagine delle onde sonore possiamo captarle aprendo il nostro apparecchio recettivo che è il silenzio e la preghiera ricordando che, come ci ha detto Gesù, non grida, non urla, ma suggerisce, per cui il silenzio è essenziale per poterne percepire la presenza e la Parola.

Personalmente sento molto la dimensione sacerdotale di ministro dello Spirito Santo soprattutto quando stendo le mani e lo invoco di trasformare quel pane nel corpo di Cristo, ho presente l’immagine di Elia che invoca il fuoco che incendia il sacrificio mentre per i profeti di Baal non c’è niente da fare.

Credo che l’unica preghiera che le sintetizza tutte sia “Vieni Santo Spirito”, perché Gesù ci ha assicurato che viene sempre.

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