Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 23 maggio 2026

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Il Vangelo di Giovanni è un racconto di amore e chi meglio di un innamorato può parlare di questo? Scopriamo oggi, infatti, che chi ha saputo riportare tutte le parole di amore di Gesù è proprio il discepolo amato.

Allo stesso tempo scopriamo che Giovanni, ricolmo di amore, non prova invidia o gelosia per Pietro: egli non interferisce nella relazione che Gesù ha col nuovo pastore del gregge e rimane alla sequela. Giovanni non dubita dell’amore di Gesù per sé, nonostante veda che un altro viene scelto a capo degli apostoli. Piuttosto Pietro sembra dubitare della scelta di Gesù: “Hai scelto me, perché non il discepolo che hai sempre amato?”.

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E Gesù sembra rispondere a Pietro che non deve dubitare della sua scelta, come fa Giovanni, perché anche Pietro è amato. Così anche noi non dobbiamo dubitare dell’amore di Gesù per ciascuno di noi, consapevoli che la relazione con Dio è unica, irripetibile, speciale e non può essere messa a confronto con quella di nessun altro.

Per Riflettere

Mi rivedo più nella figura di Pietro, che si volta e dubita? Oppure nella figura di Giovanni, che non dubita dell’amore di Gesù e che non sente la necessità del confronto con gli altri?

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FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi