Queste parole precedono la Passione, che sta per compiersi. Gesù qui, come in un testamento, fa sintesi e ci spiega il senso di tutto ciò che ha fatto e di ciò che sta per fare: egli è venuto per amarci. Per amarci totalmente, donando liberamente la sua vita, senza chiedere niente in cambio.
In questo sta la sua gloria. La gloria che intende Gesù non è la reputazione, egli non ha a cuore che cosa gli altri, gli uomini, pensano di lui; ma è l’onore, cioè il peso, che Gesù ha davanti agli occhi di Dio. E l’unico peso che abbiamo di fronte a Dio è quanto amiamo.
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Dio ha mandato Gesù affinché ci amasse completamente, così che potessimo capire quanto Lui, nostro Padre, ci ama. Gesù deve compiere l’ultimo grande gesto di amore, dare la sua vita per noi. E chiede a Dio di avere la forza per farlo. Mentre dona la vita, Gesù riesce anche a perdonare e intercede per noi. Non c’è amore più grande di questo.
Come ci ha insegnato anche papa Francesco (cfr. Gaudete et exsultate), ci sono molti modi di amare donando la vita, non tutti siamo chiamati a morire in croce. La santità passa anche dai piccoli sacrifici quotidiani, gesti di amore piccoli ma concreti e semplici, che possiamo compiere ogni giorno per chi ci è accanto, per chi ci è affidato. Scegliere ogni giorno di non compiere il male, di non lasciarci corrompere, rimanendo fedeli alla nostra scelta di vita, questo è amore. Entrare in una profonda relazione di amore con Dio e riuscire ad amare veramente il prossimo è entrare nella vita eterna.
Per Riflettere
In quale modo sono chiamato a glorificare Dio? Cioè in che modo particolare sono chiamato ad amare il prossimo oggi e più in generale nella mia vita?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
