Il passo di oggi si ricollega direttamente a ciò che Gesù dice poco prima: “In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, porta molto frutto” (Gv 12, 24).
Il Maestro cerca nuovamente di spiegare agli apostoli che deve morire, che deve lasciare questo mondo, ma che non è la fine, anzi è il pieno compimento della sua missione. Loro ancora non capiscono, inizieranno a farlo soltanto dopo la mattina di Pasqua e arriveranno alla piena comprensione solamente grazie allo Spirito Santo, che Gesù manderà una volta ricongiunto col Padre.
- Pubblicità -
Il Paraclito non solo li farà comprendere, ma dimostrerà anche l’inganno del peccato che cerca di illuderci che tutto finisce con la morte sulla croce; Satana, come nel giardino dell’Eden, ci insinua il dubbio che Dio non sia buono, ma se ci fermiamo ad osservare Cristo che dà la vita per noi non possiamo non sentirci amati e lo Spirito Santo scioglierà il nostro cuore indurito, darà giustizia a Dio.
Il Consolatore cambierà il lutto in gioia e farà vedere la verità a chiunque lo accoglierà: il principe di questo mondo non ha e non avrà l’ultima parola, solo Dio è onnipotente e noi risorgeremo con Cristo.
Per Riflettere
Il lutto di una persona cara ci può spingere a credere che la morte sia la fine di tutto. Possiamo essere tentati di credere che Dio non sia buono e ci domandiamo perché lo abbia permesso. Ma noi crediamo veramente che sta semplicemente iniziando una nuova vita? Perché invece di dire: “È morto”, non iniziamo a dire “È nato al cielo”?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
