Vangelo del giorno di Gv 15,26-16,4a

Lo Spirito della verità darà testimonianza di me.
Dal Vangelo secondo Giovanni.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto».
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Parola del Signore.
Quando verrà il Paraclito. Il Consolatore, l’avvocato difensore. L’ad-vocatus, il chiamato accanto nel diritto romano, colui che, in vece tua, ti difende da un’accusa davanti a un giudice.
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Non funzionava così in Israele: l’accusato doveva comparire dinanzi agli anziani del villaggio e difendersi dalle accuse. Qualcuno, un saggio, un famigliare, un amico, poteva mettersi alle sue spalle e suggerirgli cosa dire. Era il Paraclito.
Colui che ci insegna, una sorta di docente della vita e della fede, che ci porta alla verità tutta intera, perché della verità, sul mondo, su noi stessi, su Dio, conosciamo solo una piccola parte.
E quando accogliamo il Vangelo e iniziamo il percorso della fede scopriamo molte cose cammin facendo. Guai a una fede statica, inchiodata sulle proprie piccole convinzioni! Non si è mai credenti una volta per tutte.
Perciò, a dei perplessi discepoli, durante il lungo discorso riassuntivo del ministero di Gesù che Giovanni pone dopo l’ultima cena, Gesù prepara i suoi. Loro ancora non colgono la vastità di quanto sta per accadere: sì, il Signore se ne andrà ma non rimarranno orfani, un altro verrà, dono del Padre attraverso il Figlio, lo Spirito che conduce alla verità tutta intera.
Una verità così intensa e profonda, radicale e colmante da permetterci di resistere alle persecuzione di chi pensa di rendere culto a Dio uccidendo dei cristiani. E in questo grande inganno, purtroppo, siamo caduti anche noi, lungo i secoli, pensando di rendere culto a Dio uccidendo chi non era cristiano…
Ma è lo Spirito colui che ci dà la forza di rendere testimonianza. Ricordo, anni fa, una ragazza universitaria in ricerca. Venne a trovarmi turbata e felice, un giorno, dicendomi che la sera prima, fra amici, avevano parlato di cose di Chiesa in malo modo e che lei, invano, aveva cercato le parole per difendere quanto stava scoprendo. Non era andata bene ma, mi disse, non aveva dormito tutta la notte e aveva capito che quel dolore era segno di un affetto per il Vangelo.
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+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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