fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 4 maggio 2026

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A volte la crisi nasce proprio da qui: se Dio esiste davvero, perché sembra rivelarsi ad alcuni si e ad altri no? Perché alcuni credono, incontrano, sentono… e altri no?

È una domanda che non facciamo solo noi. Nel Vangelo, anche Giuda Tadeo chiede a Gesù: “Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?”

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Gesù non risponde con una spiegazione teorica. Non parla di privilegi, né di esclusioni. Dice qualcosa di molto semplice e molto profondo: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola… e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.”

Come a dire: Dio non si impone, si propone. Non entra dove non è accolto. Non perché escluda qualcuno, ma perché rispetta la libertà di tutti.

La differenza non è che Dio si rivela ad alcuni sì e ad altri no… ma che alcuni, magari in modo fragile e imperfetto, gli aprono uno spazio. E lì, in quello spazio, Lui si fa conoscere.
È come una porta: il sole splende per tutti, ma entra solo dove trova uno spiraglio aperto.

Allora la vera domanda non è: “Perché Dio non si rivela agli altri?”, ma: “Io gli sto aprendo davvero il cuore?”
E la cosa più bella è questa: basta anche una piccola apertura, un desiderio sincero, una ricerca povera ma vera… e Dio non tarda. Entra, si fa vicino, e comincia a farsi riconoscere.

E questo può ridarci pace: Dio non esclude nessuno. Sta già bussando. Aspetta solo di essere accolto.

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