Questo capitolo di Giovanni è un invito a vincere il turbamento che la morte di Gesù porterà ai discepoli. Egli sa che i suoi saranno turbati nel vedere la sua passione e la sua morte, per questo ne ha compassione: li consola e li prepara a ciò che avverrà.
Egli dice che è via, verità e vita: la via per arrivare al Padre non è un una strada, ma una persona da seguire; la verità non è un concetto, ma un uomo da frequentare; la vita non è un dato biologico, ma una relazione d’amore. Dopo la sua partenza il maestro non sarà più con loro, ma in loro, mediante la fede, la preghiera e il dono dello Spirito Santo, relazione d’amore che unisce il Padre e il Figlio.
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Oggi, domenica del Signore, il Signore abita in noi attraverso il Sacramento della Comunione e in questo tempo di Pasqua siamo chiamati a non temere, perché Egli è Risorto, ha vinto la morte. Non solo, ma oggi egli ci ricorda anche che ci ha già mandato un Paraclito, che ci consola e scioglie il turbamento del nostro cuore. Con lo Spirito che ci ha donato anche noi possiamo compiere “opere più grandi di queste” e, se glielo permetteremo, sarà Lui a parlare e ad agire in noi.
Per Riflettere
Che cos’è che turba oggi il mio cuore? Di che cosa ho paura? Riesco ad affidare a Dio le mie paure e a chiedere il dono della fortezza, cioè del coraggio, allo Spirito Santo?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
