Se la vita è un fidarsi della Parola di Gesù
Che una voce oggi, proprio nel mio oggi, arrivi fino al mio orecchio e mi sussurri «Non sia turbato il tuo cuore» è favore inaspettato, perché questo mio oggi è pieno di incertezze, di paure, di rancori.
Come evitare il turbamento, come non lasciarsi indignare, rattristare, come non provare pena e non soffrire del quotidiano che si srotola oggi dopo oggi? Eppure sembra detto proprio a me: «Non lasciare che questo turbamento sia per te la parola definitiva, la chiusura alla speranza, la fine».
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E allora no, non voglio leggere le parole seguenti di Gesù che parlano di casa, come una consolazione finale, come il premio post mortem a cui ambire. Voglio piuttosto pensare a quella “dimora” come un angolo di casa in cui essere accolto nonostante i miei mille sbagli, i miei mille turbamenti, un angolo in cui trovo stabilità quando tutto intorno sembra frantumarsi.
Un pezzetto di paradiso, ma nell’oggi. Dove posso imparare ad amare anche quel che non controllo. E certo, devo poterci arrivare a quella casa, ed ecco che quella voce oggi mi dice: «Sono io la via»: non mi dà una mappa, ma una direzione, non mi affida una dottrina, ma una persona, un incontro, una relazione.[…] Continua a leggere su Avvenire.
