1ª lettura At 6,1-7 dal Salmo 32 2ª lettura 1Pt 2,4-9 Vangelo Gv 14,1-12
«Onore dunque a voi che credete»: san Pietro scrive ai cristiani, dicendo che chi crede, cioè si appoggia sulla Pietra d’angolo dell’edificio santo, che è la Chiesa, non avrà delusioni. Credere è un onore, di fronte a Dio, ovviamente. Chi crede, chi fonda la vita sul Signore Gesù, costui, diventa con gli altri, «stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui». Vivere di fede o nella fede è perciò una grazia immensa, un dono divino e santo.
Per questo motivo gli Apostoli ci tengono alla loro fede, anzitutto pregando essi stessi, e poi dedicandosi alla diffusione della Parola, perché anche altri arrivino a conoscere Gesù e a credere in lui così da vivere una vita nuova. Lo sappiamo dalla decisione che presero nella comunità a Gerusalemme, dove era sorto un problema serio. Erano essi, gli apostoli, che si occupavano della distribuzione di viveri ai poveri. Una lamentela sorta per qualche disguido, li convinse a lasciare questo servizio prezioso per affidarlo ad altri uomini capaci e, soprattutto, fedeli al Signore. Li chiamarono «diaconi»; così essi non avrebbero trascurato né la preghiera né l’evangelizzazione. Preghiera e annuncio del Vangelo devono stare al primo posto nella vita della Chiesa. Se essa non facesse conoscere Gesù al mondo, potrebbe chiudere i battenti!
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Gesù stesso infatti, nel passo del Vangelo di oggi, ci aiuta a comprendere come sia indispensabile per ogni uomo conoscerlo e amarlo e vivere unito a lui. Disse, rispondendo ad una domanda di Tommaso: «Io sono la via, la verità e la vita». E poi spiegò: vuoi conoscere la via per arrivare a godere tutto l’amore del Padre? Arriverai grazie a me: sono io la via. Vuoi sapere com’è l’amore del Padre? Vuoi vedere e sapere la verità per non essere ingannato dalle opinioni umane? Vuoi che la tua vita sia immersa nella santità di Dio? Ebbene sono io questa verità. Vuoi vivere la vita piena ed eterna di Dio? E viverla fino al punto da condividere il suo amore per tutti gli uomini compiendo i prodigi dell’amore? Ecco, la vita sono io. «Io sono la via, la verità e la vita»: questa risposta dev’essere rimasta nel cuore e nella mente di Tommaso, al punto che, realizzata nel so cuore la realtà della risurrezione, proprio lui dirà a Gesù risorto: «Mio Signore e mio Dio». È davvero Gesù la vita di Dio, che diventa la mia vita. È Gesù la verità del suo amore presente in ogni cosa creata, che diventa dono di cui godere ogni giorno. È Gesù la via che mi fa arrivare a ricevere ogni giorno l’amore del Padre, per poterlo poi donare a chiunque incontro, a chiunque fosse ancora senza vita e privo della verità.
Gesù ha offerto questa rivelazione di se stesso, così profonda e completa, come mai aveva fatto prima con le sue parole, dopo aver assicurato tutti i suoi che possono credere in lui come nel Padre. Anzi, devono credere così, perché il loro cuore non sia turbato. Motivi di turbamento sono sempre presenti nel mondo, dentro e fuori la vita della Chiesa stessa. E li assicura che dopo la sua morte tornerà ad essere presente accanto a loro. Va infatti a preparare per loro «un posto».
Che cosa intendeva Gesù? Di quale posto hanno bisogno i suoi discepoli? Possiamo trovare una risposta nelle parole di San Pietro, che dice che noi siamo pietre vive dell’edificio di cui Gesù è la pietra angolare. Ogni pietra ha bisogno del suo posto: un luogo ove essere appoggiata per poter sostenere il peso delle altre pietre della costruzione. Tutte insieme saranno appoggiate su Gesù. Ogni discepolo del Signore ha bisogno di ricevere l’amore degli altri discepoli, e vive donando l’amore di Gesù. Così si ameranno gli uni gli altri, come ci illumina il comandamento nuovo. Gesù prepara a ciascuno il suo posto nella Chiesa. Sarà un posto dove si gioisce dell’amore dei fratelli, un posto di servizio, per essere gioia di tutti. È Gesù che ci prepara questo posto.
Gli apostoli hanno trovato il posto ove pregare e trasmettere la Parola, fonte di vita e di fede. E i diaconi hanno ricevuto un altro posto per manifestare la bellezza di una comunità dove l’amore per i bisognosi è consacrato dalla preghiera di tutta la Chiesa. In questa Chiesa, santa e onorata, fondata sulla e nella fede, c’è il posto anche per me. Non lo sceglierò io: lo ha già preparato Gesù risorto.
Vivrò la fede con semplicità, anche se non saprò nemmeno dare un nome al mio posto. Questo non interessa a Gesù. A lui preme che il mio cuore non sia turbato, a lui preme che io sia stabilmente sull’unica via della santità, che è lui; a lui preme che, grazie al suo santo Spirito, io manifesti lui come verità piena; e a lui preme che la mia vita sia la sua. Gesù è la mia vita: non vivo di cose materiali, di realtà stimate dai regni del mondo, non vivo di onori effimeri, perché vivo solo quando Gesù è il mio sostegno, il mio desiderio, la sorgente dei miei pensieri.
«Io sono la via, la verità e la vita»: proprio così! Così sono onorato da Dio, il Padre mio.
