Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 25 aprile 2026

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La fede non è un tesoro da custodire gelosamente in privato, ma una spinta che obbliga a uscire dalle proprie comodità. Non si tratta di fare proselitismo o convincere qualcuno a parole, ma di testimoniare con la propria vita che l’incontro con Cristo cambia radicalmente la nostra vita.

I segni di cui parla il Vangelo rappresentano la capacità reale di disinnescare il male e di creare ponti di comunicazione dove prima c’era solo solitudine. Il messaggio è chiaro: chi crede non è mai solo, perché il Signore agisce con lui. Il cristiano non è un illuso che guarda il cielo, ma un protagonista del presente che porta ovunque una speranza capace di guarire le ferite del mondo.

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